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Editoriale > Editoriale di Gennaio 2005

L'anno che verra'
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di Marianna Mangone

E’ un inizio di anno incerto e fumoso questo inizio 2005, anche nel mondo dell’Indoor Cycling.
La notizia comunicata attraverso queste pagine della decisione di Schwinn Cycling di abbandonare la formazione IC e le successive dimissioni rese in massa da tutto il National Team ha creato e crea tutt’ora preoccupazione e incertezza non solo fra gli addetti ai lavori, ma anche fra gli appassionati del pedale, o almeno quella parte che aveva creduto nel progetto alternativo alla FISPIN presentato due anni fa in quel di Fiuggi.

E’ chiaro che in attesa di notizie più precise, la speranza è sempre quella che a prevalere sia sempre un discorso di qualità e competitività.
E infatti decidere di non avvalersi di determinati collaboratori, seppur validi, può rientrare nell’ambito di scelte discrezionali proprie di qualsiasi Società; tuttavia ciò non esime dall’obbligo di assicurare a coloro che hanno creduto nel progetto investendovi soldi e professionalità che gli standard qualitativi vengano mantenuti.
D’altro canto se è vero che, come si è affrettato a dire qualcuno, le scelte di mercato di una multinazionale non possono essere oggetto di discussione da parte dei meri consumatori, è altrettanto vero che in un mondo come quello del pedale è il numero degli appassionati che aderisce al tuo metodo, che partecipa ai corsi, che acquista il tuo materiale a fare davvero la differenza e a creare il “movimento”e, conseguentemente, il business.

Ma se Sparta, almeno per ora, piange, ad Atene cosa succede?
Poco prima della fine dell’anno FISPIN aveva annunciato grandi cambiamenti, come il trasloco del forum, la ristrutturazione del sito ufficiale, la capillarizzazione del movimento grazie alle nuove nomine dei delegati regionali.
Come ogni fine anno che si rispetti la situazione si è stabilizzata, anche se, ne siamo convinti, ben presto le novità proposte non esiteranno a palesarsi.
D’altro canto il momento di empasse della Schwinn è indubbiamente occasione ghiotta per la concorrenza, che può finalmente riprendersi quel trono di regina indiscussa dell’Indoor Cycling che due anni fa, con la scissione, aveva in parte perso.

Insomma anche quest’anno ci sono tutte le premesse per vederne davvero delle belle... ma non avevano detto che l’Indoor Cycling era morto?

 

 

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