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Editoriale
> Editoriale di Dicembre 2004
Bello o impossibile?
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di Marianna
Mangone
Lo
so, sto per affrontare un argomento scottante, e che
sicuramente generera' non poche discussioni e polemiche,
ma proprio perche' cosi' controverso, solletica da
sempre la mia curiosita': l'estetica nell'I.C.
La bella presenza e' un requisito indispensabile
nel mondo degli istruttori dell'Indoor Cycling?
Se ci diamo uno sguardo attorno sembrerebbe proprio
di no.
Eh si' perche', non so se ci avete mai fatto caso,
ma il mondo delle bike stazionarie e' uno dei pochi
settori del fitness (o forse l'unico) dove la
prestanza fisica dei suoi insegnanti lascia spesso
un po'a desiderare. Quando arrivi in palestra
te ne accorgi subito: l'insegnante di body building
lo riconosci subito dai muscoli, cosi' grossi e tirati
che ti stupisci che non siano ancora esplosi; sull'insegnante
di step e aerobica non ti puoi sbagliare, e' quella
che gira sempre in perizoma e che ha un fondoschiena
da invidia pura, cosi' perfetto che le piu' maligne
assicurano frutto di ripetuti interventi di bisturi;
anche l'insegnante della prepugilistica ha un fisico
di tutto rispetto, forse non sara' un campioncino
di eleganza, sempre con quella tutina grigia stile
Rocky 1 addosso, ma dalla maglietta bianca perennemente
sudaticcia si intravedono muscoletti niente male.
Poi arrivi in saletta IC e lo spettacolo improvvisamente
cambia: pancette piu' o meno rotonde portate orgogliosamente
in bella vista, posture sbagliate e camminate un po'
storte ed incerte, aspetto trasandato da guru demode',
colorito sbiadito e palliduccio di chi non ha preso
piu' un raggio di sole dall'ultima estate in costiera...
insomma tutto il contrario delle stereotipo del perfetto
palestrato, quello che appena lo vedi non puoi che
pensare "cavolo, allora se m'impegno divento
come lui!" e ti segni subito a lezione.
Tutta colpa dei completini da bici, davvero impietosi
con i piu' impercettibili difetti fisici, o di quelle
perfide scarpette con gli attacchi, che conferiscono
quella tipica camminata da "schiacciauova"?
O forse piu' semplicemente saranno quei due o tre
chili di pasta che si trangugitano dopo una giornata
di lavoro e di lezioni appena si mette piede dentro
casa?
Diciamo la verita', la bike stazionaria al
contrario di altre discipline fitness e' stata da
sempre un'ottima maschera dietro cui nascondere i
propri difetti: non ci sono specchi in cui
dover vedere tutto il tempo la propria immagine riflessa;
le luci sono spesso spente o cosi' soffuse che a volte
non vedi nemmeno il tuo vicino di bike; la musica
coinvolgente e una buona dialettica poi sopperiscono
efficacemente ad una prestazione, diciamo cosi', non
troppo "atletica".
Insomma esistono tutta una serie di variabili che
aiutano anche chi e' piu' "in carne" a svolgere
piu' che degnamente la funzione di istruttore, senza
troppo dare nell'occhio.
Da qui nasce il
dubbio amletico: meglio l'istruttore un po' grosso,
ma in possesso della sapiente arte della retorica,
quella che mentre parla ti fa sentire davvero in cima
alla montagna circondato dagli uccellini mentre guardi
in lontananza il mare? Oppure sono meglio quelli magrolini
e atletici, che "tirano" dall'inizio alla
fine come dannati, senza riuscire a spiccicare nemmeno
una parola?
Lungi da me confidarvi la mia opinione, rischierei
solo di inimicarmi a vita una delle due categorie.
Anche se, concedetemelo, ritengo che l'I.C. rimanga
pur sempre un'attivita' fitness legata, giocoforza,
anche al dato estetico... quindi non dico che da domani
dovete diventare tutti dei piccoli Brad Pitt o Tom
Cruise (anche se non credo sarebbe proprio un peccato!),
pero' un piccolo sforzo risulterebbe senz'altro gradito,
almeno dalle vostre allieve... e in fondo, il cliente
non deve essere sempre soddisfatto?
BUONE FESTE!!
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