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Editoriale di Marzo 2004
Un
treno senza ritorno
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di Marianna Mangone
Marysol ha 20 anni, è
una bella ragazza mora, dai capelli lunghi e setosi che le scendono sulle spalle
e due occhi scuri e profondi. Stamattina si è svegliata tardi, la sveglia
non ha suonato, o forse non l'ha sentita, non riesce a ricordarlo.. fatto sta
che ha dovuto fare tutto di corsa per riuscire a prendere il treno che la porta
tutti i giorni all'ufficio. Nemmeno la colazione è riuscita a fare, ma
pazienza, prenderà un caffè alla stazione quando arriva per poi
scappare a lavoro.
Sono già tre volte nel mese che è arrivata in ritardo e proprio
non può permettersi l'ennesimo rimprovero da parte di quella stregaccia
della Direttrice. Eppoi oggi è una giornata importante, dovrebbero arrivare
quei documenti importanti e tutti si sono tanto raccomandati che tutti siano puntuali
e pronti di prima mattina.
Marysol ha 20 anni ed è stata appena assunta nell'ufficio e molti non l'hanno
presa in simpatia: troppo giovane, troppo carina, ma soprattutto troppo svagata...
già due volte ha commesso errori stupidi che l'hanno messa in cattiva luce
con alcune colleghe. Ma lei ci tiene troppo al suo lavoro, perchè ha deciso
di andare a vivere da sola e sta mettendo da parte i soldi per comprare la casa
e i mobili.
Marysol ha 20 e non sa nulla di Islam, di Al Queida, di Terrorismo...
è rabbrividita pure lei l'11 settembre, il giorno che le due torri sono
crollate, ma poi come tutte le cose brutte pian piano le ha dimenticate: in fondo
lei è ancora così giovane, e pensa soprattutto a divertirsi, ad
uscire le sera con le amiche per andare a ballare... come quella mattina, che
mentre il treno viaggia lei già pensa alla sera che deve andare in quel
locale nuovo che ha aperto da poco, con le inseparabili Angela e Maria.
Marysol ha 20 anni e sbadiglia con il viso
appoggiato al finestrino, poi guarda distrattamente l'orologio e socchiude gli
occhi in attesa che il treno riparta... le 7.38 di un giorno come gli altri...
Marysol aveva 20 anni e quegli occhi non li
ha mai riaperti... qualcuno al suo posto aveva già deciso da tempo che
quel giorno non sarebbe andata in ufficio, non avrebbe lavorato fino al pomeriggio,
non sarebbe andata la sera a ballare con le amiche... qualcuno che nemmeno l'aveva
mai conosciuta aveva già deciso che avrebbe pagato con la sua gioventù
la colpa imputata a qualcun altro, che non si poteva toccare... qualcuno così
diverso e lontano da lei per cultura, nazionalità, e religione aveva già
deciso che quel giorno doveva morire, così, senza un motivo, senza una
spiegazione, senza un perchè, in nome di un Dio che lei nemmeno aveva mai
sentito nominare...
A Marysol e a tutte le vittime dell'11 marzo 2004 va il pensiero
di tutta la redazione di SPININSIDE.it, nella speranza che sia l'ultimo, inutile
massacro di una guerra stupida e senza significato...