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Special events > Speciale SFA CONVENTION

L'erba del vicino
Tecnica , comunicazione ma anche musica in evoluzione
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di Antonio Cassini (Ricercatore Musicale)

Nella cornice di Fiuggi si è consumato anche quest'anno il weekend della 2a edizione della convention SFA, un appuntamento che rivede la redazione di SPININSIDE.it ancora presente per osservare le proposte e le novità della casa d’origine americana.
Un ricco carnet d’incontri ha caratterizzato questi due giorni, coinvolgendo i numerosi Istruttori certificati Schwinn Cycling in Lectures in alberghi attrezzati allo scopo, e tutti gli appassionati del volano iscritti alle rides nella sfarzosa e scenografica struttura del Palateme. Una location che si conferma valida e ottimale per una manifestazione di livello nazionale. L'impatto scenico notevole, la buona diffusione acustica e la disposizione 'comoda' delle numerose bike (elite e parecchie evolution) sono state apprezzate con gusto dai partecipanti alle rides.

Tuttavia questi aspetti erano le parti più evidenti di una struttura organizzativa che memore della positiva esperienza dell'anno precedente non poteva di certo fallire l'obiettivo.
Anche stavolta a guidare le rides solo Master, con il piacevole esordio nel ruolo da parte di Michele de Zane, che ha dimostrato nei due giorni di ride di essere in grado di interpretare il Cycling con stile, presenza sicura e tanta semplicità. Una presenza che lo porta ad affiancare l'impegno dell'ormai omnipresente Gabriele Cestra, il quale senza difficoltà si conferma capace di gestire e portare a termine impegni di così larga portata con la massima naturalezza.
Musica di facile trasporto, così come Gabriele insegna, e di facile presa come De Zane proponeva. Anche attraverso brani da ritenere classici dell’IC o direi evergreen, come i remix degli Enigma o Delerium. Senza tralasciare escursioni nell’House e nella Trance, tutto incorniciato dai gusti contemporanei che portano le scelte musicali verso l’ethnic Fusion e il Downtempo.

La ‘formula’ della presenza di Master Instructor non residenti nei confini del belpaese ha visto in Matthew Griffits, figura responsabile del Cycling nel Regno Unito, l'ospite d'onore di questa edizione.
Griffits era accompagnato dall'inglese Margaret Walton (National Team Gold) e da Stefano Ruggeri (National Team Silver) che da tempo vive nel Regno Unito e forniva quindi il supporto di traduzione necessario.
Lontano dal palco e giù dalla bike Mr.Griffits si è dimostrato una persona squisita, cordiale e amichevole. Simpatia e tanta umiltà nella cornice di un uomo che ho scoperto recava sulle spalle (ed aveva nelle gambe) non solo Indoor Cycling, ma un'esperienza atletica ed agonistica notevole.
Validi aspetti dal punto di vista umano e sportivo che non hanno bilanciato a sufficienza le performance sul palco del Palafiere, dove si sono verificati momenti che hanno messo in difficoltà più di un pedalatore, a causa della confusione nata durante le ride nel tentativo d’interpretare le proposte del Master, sulla base anche di scelte musicali non sempre facili da interpretare (e da pedalare).
Non venivano proposte andature eccessive o decisamente fuori dagli schemi, ma c’era un’evidente difficoltà di comunicazione, intesa come differenza di lingua che rendeva ostico anche interpretare i molti concetti che venivano trasmessi.
Il tutto associato ad un senso del ritmo e all’applicazione alla pedalata non consona ai nostri modelli, che nella concezione d’Indoor Cycling (in Italia almeno!) presenta delle regole largamente accettate da tutti.
Sottolineo 'nostra', e rafforzo quest’aggettivo, perchè in un’ottica di confronto basta poco per definire sbagliato quello che va contro il nostro modo d'intendere.
Da buoni italiani talvolta siamo caricati di una dose d’eccessiva esterofilia, affascinati da tutto quello che non risiede, o che non cogliamo nel proprio seminato.
Talvolta riteniamo, a torto direi, che manchi sempre qualcosa nel nostro modo di vivere le esperienze, in questa situazione il cycling, ed allora il desiderio di novità e di ricerca può diventare importante. Una situazione che carica di valore le aspettative di ognuno, ma che rimangono talvolta insoddisfatte, quando l’interpretazione che osserviamo risulta lontana e diversa dal nostro quotidiano.
Da quando l’attività d’Indoor Cycling è sbarcata in Italia, non solo la tecnica e la comuncazione ma anche l’utilizzo della musica ha seguito un’evoluzione che l’ha portata da semplice cornice sensioriale a supporto di coordinazione motoria e struttura base per lo sviluppo di una lezione, una volta tracciato il profilo d’allenamento.

Regole, convenzioni e ricerche su ricerche hanno fatto in modo che la cultura musicale legata all’Indoor Cycling sia diventata uno dei fattori che ci distingue maggiormente, sia come qualità che come applicazione associata alla tecnica.
Spero che questo sia una considerazione per prendere atto ancora una volta di più che lo sviluppo e la continuità dell’Indoor Cycling in Italia dipende unicamente da coloro che praticano, pedalano e vivono sul territorio.

Oltre alla presenza di De Zane, ben venga allora in ambito Schwinn il contributo di altri presenter nostrani, quali sono i ragazzi del National Team che sinceramente avrei gradito vedere all’opera a Fiuggi, se non proponendo delle Ride proprie, magari in un contesto di Team teach.
Per dare ancora una volta di più energia al modo vivere l’Indoor Cycling in modo Italiano, tra vortici di passione e tecnica pulita, esprimendo semplicità e chiarezza nella comunicazione, mantenendo pur sempre la propria singolarità.
Alla prossima!

 

Speciale SFA CONVENTION



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