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Race - Nel mondo di Moser
Un nostro inviato a Mezzolombardo: le novità e i progetti del grande campione, la realtà dell'indoor cycling del gruppo Race
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a cura di Fulvio Pugliese

Dopo l'intervista con Moreno Ruspi e Francesco Moser, pubblicata il mese scorso su questa rivista, continua il nostro viaggio all'interno di una fra le realtà più conosciute dell'indoor cycling: la Race f.moser.
Questa volta siamo andati a curiosare proprio dentro casa del nostro caro Moser, per conoscere dove e come nasce una bike Race e quali sono i progetti futuri di questa importante azienda: una visita molto istruttiva, un invito che SPININSIDE ben volentieri ha accettato e colto al volo, e che ci ha dato l'opportunità, da una parte, di conoscere più da vicino il noto campione di ciclismo, e, dall'altra, di vedere finalmente cosa c'è dietro le nostre bike e le nostre lezioni di indoor cycling.

La nostra visita è iniziata in fabbrica, a Mezzolombardo, un piccolo paese alle porte di Trento, dove ha sede Race di Moser.
In quest'azienda, ancora legata alle sue tradizioni, dove sia le bici sia le bike, vengono costruite ancora artigianalmente, lavorano un paio d'operai che, coniugando tradizione ed innovazione, cercano di dare al cliente il prodotto migliore.
Palese, fin dall'inizio, è la passione e l'impegno che anima la famiglia Moser, e chi lavora in quest'azienda, passione ed impegno che ritroviamo puntualmente nella costruzione delle bike da indoor-cycling, o come le chiamano loro, da Race, perché, ci tengono a precisare, è questo che fanno: non fanno spinning, nè tantomeno indoor-cycling, ma fanno "Race", fanno bike da Race.
Ed è la stessa passione che contraddistingue Moser, (o Francesco, come lo chiamano tutti all'interno della ditta), la stessa che gli ha permesso di conquistare le alte vette del ciclismo in tempi non troppo lontani, la stessa che lo ha portato a credere nella realtà Race, e che ora porta tutti in azienda ritenere che l'indoor-cycling in Italia sia appena all'inizio: un punto di vista, questo, che ci ha fatto piacere, e che non possiamo che condividere in pieno, visto che proprio noi di SPININSIDE siamo i primi a crederci.
Tutto ciò traspare dal progetto Race in ogni suo passo: dalla progettazione, all'assemblaggio della bike, fino ad arrivare all'utilizzo della stessa nei centri fitness.

Molto interessante è stato poter vedere la nascita della bike: nella parte dedicata all'assemblaggio, le bike partono dal fondo, scorrendo su di un binario, dove gli uomini addetti al montaggio incominciano il loro lavoro : in breve (circa quindici minuti) i quattro tubi che costituiscono il telaio si arricchiscono del movimento centrale, specifico, preparato in modo appropriato per queste bike, componente che deve resistere ad altissime sollecitazioni.
In seguito vengono montati i freni, la cosiddetta resistenza (che permette di simulare le varie andature, come la salita etc.); la parolafreni mai come in questo caso risulta appropriata, visto che si tratta di un componente di derivazione ciclistica, e più precisamente prelevato dalla Mtb, un prodotto classico che permette di regolare l'inclinazione dei feltri per eliminare qualunque vibrazione.
Dopo il montaggio del volano, assemblato in tre pezzi, si arriva al prodotto finito che potete vedere da voi stessi in foto sotto.

La Race è pronta per essere spedita, solitamente in cartoni sigillati, che arriverà ai centri Race o a tutti coloro che la ordinano, indipendentemente dal metodo di lavoro seguito.
Infatti, se da una parte viene data all'acquirente la possibilità di partecipare ai corsi Race, dall'altra questi è libero di utilizzare sulle bike il metodo preferito o ritenuto più opportuno, in quanto manca qualsiasi tipo di vincolo in questo senso; viceversa è possibile partecipare allacertificazione senza acquistare il prodotto, pedalando dunque su di un'altra bike, un elemento sicuramente positivo, almeno da un punto di vista economico, visto che si evita di gravare con costi aggiuntivi, spesso non necessari, i probabili acquirenti.

Con molto piacere abbiamo avuto la possibilità di vedere la bike di Moser, una Race molto particolare, costruita tutta in titanio, materiale nobile e molto costoso: una chicca che Francesco si concede e che, sembra, non sia in vendita, anche se ne esistono altri esemplari, di cui, però, non si conosce il prezzo (ma che, aggiungiamo noi, deve essere comunque molto elevato).

La nostra visita continua al piccolo museo personale di Francesco, sempre all'interno dell'azienda, dove è possibile ammirare una piccola storia del ciclismo, dalla bici dei bersaglieri alla bici del record dell'ora di Moser; fra l'altro esiste un libro, molto prezioso, dove viene illustrata la storia di Francesco Moser, dalle sue origini sino alla realtà Race, una storia che ci dimostra come nessun traguardo sembra precluso a questo campione sempre alla ricerca di nuovi obiettivi da raggiungere.


Dalla fabbrica al centro di indoor: la nostra visita non poteva non concludersi senza una pedalata su una di queste bike Race!
Ed ecco dunque, che grazie alla gentilezza di Paolo Nappa, ci siamo potuti presentare all'ultimo momento presso il suo centro fitness e prendere parte ad una class di 60 minuti, fra l'altro lasciando appiedato proprio lo stesso Paolo che, cedutoci gentilmente la sua preziosa bike, ha condotto la class a secco (cosa non semplice come sanno tutti gli istruttori che lo hanno fatto).
Un diversivo piacevole e divertente, che ci ha permesso di vedere all'azione le bike, ma anche di discorrere con Paolo proprio del futuro di questa disciplina, e di ritrovare in lui proprio quella fiducia e quell'entusiasmo che avevamo già respirato nella fabbrica.
E come dargli torto, visto che, dopo tanti anni dal suo esordio in Italia, l'onda dell'indoor cycling è ancora forte e tangibile nel nostro paese?

La nostra giornata a Mezzolombardo si conclude qui, una giornata interessante e piena di spunti di riflessione.
Tornando a casa una domanda ci frulla nella testa... sentiremo ancora parlare di Race? Da quello che abbiamo visto e sentito oggi, a noi sembra proprio di sì... ma, come sempre, ai nostri lettori il giudizio finale.


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