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L'intervista
Ai nostri microfoni: il Dr. Barry Sears
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a cura della Redazione di SPININSIDE.it

Ai nostri microfoni il Dr. Sears, l'inventore della dieta a ZONA. Un ringraziamento speciale da tutta la redazione di SPININSIDE.it alla disponibilità del dr. Sears e del suo staff, che ci ha concesso l'intervista alle 19.00 delle sera del venerdì dopo una giornata di intenso lavoro per tutti!

1. Dottore, ci fa capire perchè in Italia la dieta a Zona è così osteggiata?

Fondamentalmente l'ostacolo più grande è che la dieta a Zona in Italia è fraintesa. Essa non è intesa come equilibrio degli ormoni e come regime alimentare bilanciato, in quanto non è nè ad alto contenuto di carboidrati nè di proteine.
Non si è compreso neanche il fatto che la dieta a Zona è adatta a tutta la popolazione perchè basata su grandi quantità di frutta e verdura e livelli adeguati di proteine a basso contenuto lipidico (es: pollo), oltre al fatto che è una dieta che favorisce l'uso di olio di oliva.

2. L'efficacia dimagrante della Zona, secondo la medicina Italiana, è dovuta dall'effetto diuretico derivante dal consumo ridotto di carboidrati. E' vera questa affermazione?

No. In realtà tutte le diete iperproteiche provocano chetosi e diuresi. Questa è una condizione estrema per livelli minimi di carboidrati e alti di proteine. Nella Zona non si sviluppa chetosi e ne diuresi eccessiva.

3. Ha mai avuto notizie di effetti collaterali derivanti dal protrarsi della dieta a Zona per diversi mesi o anni?

No.

4. Sono state apportate modifche al programma della Zona dalla sua nascita ad oggi? E se si, quali?

Si. Ci sono state delle modifche, ma la modifica principale è stata quella di aumentare il consumo di Olio di pesce. Ora si è in grado di controllare meglio l'insulina e più si controlla, meno si ha necessità di integrare con acidi grassi a catena lunga, con un miglior controllo ormonale. La dieta a Zona è l'evoluzione della medicina e la dieta a zona è l'evoluzione della dieta.

5. In riferimento agli alimenti, abbiamo notato che esitono delle sostanziali differenze quantitative tra il libro americano e quello italiano. Come mai?

Prima di tutto vorrei precisare che ho scritto 9 libri di cui solo 4 sono stati tradotti e pubblicati in Italia. In ognuno di essi esistono delle variazioni. Ma la cosa essenziale è l'equilibrio tra carboidrati e proteine, che è indipendente dalla quantità in assoluto.
Tra i Paesi ci sono prodotti qualitativamente diversi e di conseguenza le dimensioni dei prodotti variano. L'alimentazione va poi rapportata ai parametri corporei che la condizionano; tra l'altro è una dieta terapeutica e non dimagrante.

6. Per concludere, tutti gli sportivi italiani vorrebbero una risposta chiara: ma la tanto amata pasta, la possiamo mangiare?

Ogni italiano puo' abbracciare la Zona.
L'unica difficoltà è data dal fatto che è una dieta che suggerisce di moderare pasta e pane (amidi), carboidrati ad alto indice glicemico.
La Zona è quella dell'insulina: quando è troppo alta si ingrassa e si accelera lo sviluppo di cardiopatie e di conseguenza si accorcia la vita.
Questo è il motivo per cui bisogna tener sotto controllo l'insulina per tutta la vita.
La dieta a zona non dice di non mangiare pasta e pane per tutta la vita, ma suggerisce di moderare le quantità e di prendere carboidrati da frutta e verdura.

Si, pasta si, ma è necessario segnalare alcuni aspetti. L'aspetto chiave è mangiarne per garantire al muscolo di produrre glicogeno ma non troppa per produrre insulina. E' più facile eccedere con la pasta che con le verdure. Comunque, ricordate questa regola: qualunque volume di pasta si assuma, si deve prendere una identica quantità di proteine a basso contenuto lipidico; invece per i carboidrati delle verdure il volume è doppio.

 

 

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