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Italian do it better!
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a cura di Laura Raspanti


Devo ammetterlo... il Piccolo Paradiso un pò mi è mancato.
Vuoi perchè ci sono affezionata, vuoi perchè mi ricorda tante cose, ma la Fiera non l'ho trovata un ambiente adatto per un evento come lo Spinning® Day, anche perchè troppo dispersivo e poco concentrato.
Personalmente mi sono persa tra le mille cose, tra i mille stand, le mille cose da provare, che quasi lo spinning® è passato in secondo piano.

Chiaro, avevo prenotato, e sicuramente quello che mi sono goduta di più è stato il workshop della Ferrari sull' Interval... anche se l'acustica pessima e il caldo sotto il telone, mi hanno un pò distratto!
Inutile dire che la professionalità di Anna supera sicuramente queste cose, ma....con due "sale" che ti pompavano musica davanti e dietro seguire con attenzione diventava una impresa ardua...

Comunque a parte questo ho seguito altre lezioni come spettatrice e fra le novità su tutte spiccava la bike Star Track che è veramente bella e funzionale: molto più comoda la sella, più morbida la pedalata.
Pregevole soprattutto la novità del freno, che non viene tirato in caso di bisogno, ma spinto verso il basso: un movimento più intuitivo e immediato, che sicuramente va a premiare la sicurezza degli allievi e che noi di Spininside non possiamo che apprezzare.
Tuttavia persiste ancora il problema per quelli un pò alti rispetto alla media, costretti a stare un pò stretti come postura; auspichiamo che col tempo anche questi elementi possano essere migliorati, per una pedalata sempre più comoda e ottimale.

Bravi i nostri master e gli I.S.T., che hanno condotto lezioni, semplici e mirate, all'altezza dei loro nomi e della loro fama, benché il sabato accusassero tutti una discreta stanchezza (ma il caldo afoso e la temperatura dei padiglioni della Fiera non aiutavano di certo), meno bravi, purtroppo, i cosiddetti Master stranieri.
Dispiace dirlo, ma in più class si è assistito ad uno show per nulla brillante e divertente, spesso privo di fondamenta e senza un reale filo logico, finalizzato più alla esaltazione del lato spettacolistico della lezione, attraverso la profuzione di messaggi non da tutti recepiti e/o recepibili, che non alla cura di quello che poi dovrebbe prevalere, vale a dire il momento allenante e del workout.
L'I.S.T. che mi ha introdotto all'epoca ci disse: "Potete fare i salti sulla bike, sventolare il cappellino, e fare i pagliacci ma chi sarà davanti a voi farà questa lezione poi non tornerà più" e mai come oggi sono convinta che i pagliacci possano fare effetto al momento, ma che con il tempo sono in realtà i risultati a contare, e con loro la professionalità, la competenza, la sostanza dei singoli istruttori.

Mi auguro che il famoso slogan Freedom to ride non si traduca in una adesione pedessiqua di quello che ho visto in alcuni momenti, altrimenti davvero si rischia di buttare quanto di grande si è riusciti a costruire in questi anni.
Il rammarico più grande rimane che in alcuni casi (vedi le ride miste tra nostri Master e gli europei) i più penalizzati siano stati i nostri istruttori, che hanno lavorato ineccebilmente e che a livello di preparazione non hanno certo nulla da invidiare a nessuno (ognuno ha le sue fisse, certo, ma ormai li conosciamo bene!).

Per concludere, una battuta: Italian do it better! e per il prossimo anno, cerchiamo di lasciare più spazio ai nostri Master e ai nostri istruttori, che a parte la bravura, parlano bene anche l'italiano, e non hanno bisogno di nessuna traduzione... almeno per ora!

 

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