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Speciali
> Race Spring's Event
Deep
Race
DIVERTIMENTO, TECNICA ED
ENTUSIASMO NELLA FILOSOFIA RACE
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di
Luca Meneghini
Lunedi’
10 marzo, sono le 2 del mattino… alle spalle 5 ore
di maratona e altrettante di guida per tornare a casa…
nelle gambe un po’ di stanchezza, nel cuore tante
emozioni e non riesco a dormire, tanta è la carica
che ho ricevuto nelle varie ride… visto che non si
dorme comincio a scrivere… lascio che le dita vadano
sulla tastiera libere, voglio mettere giù quello
che ho nell’anima senza filtri, senza troppe elucubrazioni…
Sensazioni forti quelle ricevute in questa giornata
di Deep Race, così la definirei.
Una lunga e profonda immersione
nella filosofia Race: divertimento, tecnica, entusiasmo,
un entusiasmo che ho letteralmente “respirato”
nelle cinque ore della mia maratona.
Quando il nostro Direttore Editoriale mi ha proposto come
inviato per il Race Spring’s Event, ho accettato subito
molto volentieri, incuriosito dalla svolta tecnica introdotta
lo scorso anno in casa Race alla convention di Viareggio
e poi confermata a Riva del Garda.
Non sono stato deluso: un anno di profonda maturazione
ha portato ad un livello tecnico davvero elevato
il team di presenters che si sono susseguiti sul palco del
Palazzetto di Nerviano, segno di una continua evoluzione
tecnica positiva in casa Race e nell’indoor cycling
in generale.
Rivivo piano piano i momenti di questa giornata in sella:
presentazione della Race Academy
da parte del Nation Istructor Stefano Giovannoni.
Ed ecco sul palco salire Paolo, Daniele,
Claudio, Manuela, e Siro,
un po’ di tensione sui loro volti, piu' che giustificata
dalla consistenza della platea (vedere dal palco più
di 200 racer credo faccia venire le gambe molli a chiunque!).
Conoscendoli ieri, mentre attendevano i camion con le bike,
tutti contenti di doverne scaricare a valanghe, capisco
la forza di questo team: puro entusiasmo,
pura energia e voglia di divertire e divertirsi
per primi, prima ancopra dei propri allievi.
Confesso che quando ho ricevuto
il programma ho storto un po’ il naso: i titoli delle
ride, seppur suggestivi in alcuni casi, non fornivano indicazioni
su quanto sarebbe stato proposto durante i 45 minuti di
lavoro.
La cosa inizialmente mi ha trovato un po’ spiazzato,
non sapendo cosa aspettarmi, ne’ cosa scegliere...
la mia prima intenzione era infatti di pedalare solo alcune
ride e fare da semplice spettatore durante le altre, approfittando
magari per fare qualche foto, andarmene in giro, e fare
quattro chiacchiere con qualche presenter; quindi
mi sono accomodato sulla mia bike con l'intenzione di scendere
al momento piu' opportuno.
Mai decisione e' stata cosi' poco rispettata!
In realta' non solo ho fatto tutte le ride in programma,
ma non sono proprio riuscito a scendere dalla bike,
tanto era l'entusiasmo e la voglia di continuare a pedalare.
I 15 minuti iniziali
di Paolo Nappa, più che scaldarmi
le gambe mi hanno letteralmente catapultato nell’universo
di musiche sofisticate, emozioni profonde, di fatica…
tanta strada fatta assieme ad un gruppo numerosissimo (le
bike sono rimaste quasi piene fino all’ultima ride)
tenuto insieme come un unico organismo dalla passione e
dall’abilità di chi si avvicendava sul palco.
Paolo Nappa ci lascia per Paolo Nebuloni
dove vivo una bellissima rivisitazione di Banco
de Gaia, ancora una volta quell’ultimo treno
per Lahsa… le percussioni dal vivo arrivano dritte
al cuore, i 108 rpm filano lisci e mi ritrovo in jumping
come in una danza sui pedali… le tracce si susseguono
e la ride si conclude con una bella salita sulle note dei
Faithless.
Neanche me ne accorgo e sto pedalando con Claudio
Vesponi: “45 minuti per dirvi chi sono”
è l’etichetta della sua fetta di manifestazione,
come dire 45’ per conoscere, attraverso lui, un team,
un’azienda, una filosofia di allenamento… la
ride, featuring Shao per i primi 20’, è caratterizzata,
manco a dirlo quando c’è di mezzo Antonio,
da musiche fantastiche… brividi che corrono
lungo la schiena mentre Shao e Claudio mi fanno viaggiare
in un mondo di suoni elettronici… la class si potrebbe
definire un high-end endurance… tali
sono le indicazioni sulla frequenza cardiaca che ci vengono
suggerite (mi trovo in imbarazzo nell’etichettare
una cosi’ bella lezione, alla fine mi sto divertendo
come un matto!!!) ed apre la strada a Daniele Cremaschi:
ragazzi! Mi sento come un bambino a Natale, quando si aprono
i regali! “La strada, la bike, l’emozione”,
titolo della sua ride non poteva essere più azzeccato…
ogni traccia, caratterizzata dall’intervento potente
delle percussioni live, è una scoperta… la
assaggiamo… la viviamo fino in fondo guidati da Daniele
che pare più un direttore d’orchestra che un
istruttore… è un capolavoro,
sintesi perfetta di tecnica, scelta musicale e abilità
di conduzione.
Decido che non mi fermo più… mi sto godendo
un momento magico e voglio assaporarlo fino in fondo…
la successiva master-class è sullo stesso livello
delle altre… Manuela Angelini e il
suo “intenso, intenso, intenso Race” ci svela
il suo modo di concepire uno strenght, divertimento puro
e fatica nuda e cruda… e arrivo all’ultima,
incredibile ride…”Beat and Race” di Siro
Scamutzi… il titolo parla da solo…
percussioni dritte al cuore per 45’ di energia…
la gente e’ un po’ diminuita ma siamo comunque
più di 100… per una maratona di questo tipo
lo giudico un successo pieno, la Race Academy ed il Race
Team sono promossi a pieni voti, non da me, ma da chi ha
pedalato con me, vivendo quelle bellissime 5 ore.
Mentre scrivo rivivo quelle sensazioni e mi vengono in mente
le parole dell’ultima traccia della class di Paolo
‘Raceman’ Nebuloni, “God is a D.J.”
“…this is my church… this is where I heal
my heart”… “qui è dove guarisco
il mio cuore”… è quello che è
successo oggi… grazie ragazzi!
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