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L'artrosi dell'anca e del piede
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a cura di Leonardo Zullo (Terapista della riabilitazione)

 

Coxartrosi
Artrosi dell'anca

L'artrosi dell'anca in genere viene solitamente diagnosticata quando la persona ha superato la soglia dei 50 anni, ma, se è conseguente a traumi o lesioni, può fare la sua comparsa anche molto prima.
Il dolore può essere localizzato in diverse parti del corpo:
· nella parte anteriore della coscia, dall'inguine fino al ginocchio;
· nella faccia laterale della coscia;
· nell'inguine;
· nella parte interna della coscia;
· nei glutei.

In genere il riposo attenua il dolore, anche perché i pazienti imparano ad assumere una posizione tale da non gravare sull'anca malata (posizione antalgica).
Può succedere però di essere svegliati nel mezzo della notte da forti crampi, che richiedono di cambiare posizione.
La posizione eretta invece può risultare anche molto dolorosa (carico funzionale che per un'articolazione artrosica diventa sovraccarico).


Limitazione dei movimenti

Giorno dopo giorno la malattia impedisce un numero sempre crescente di movimenti: si tratta anche di operazioni molto banali, come per esempio infilarsi la calze e le scarpe, tagliarsi le unghie dei piedi, allargare le gambe, fare le scale, camminare su terreni sconnessi, mettere il piede nella posizione voluta, etc.
Nei casi più avanzati di artrosi si può instaurare anche una camminata zoppicante.
Quella dell'anca è senza dubbio una delle forme più invalidanti di artrosi, perché arriva a condizionare notevolmente la vita della persona malata, peggiorandone fortemente la qualità; d'altra parte tra le verie sedi articolari quella dell'anca insorge un po' più avanti con l'andar degli anni, a differenza di quella del rachide (colonna vertebrale), fortemente influenzata dall'accentuazione delle curve fisiologiche della stessa.


Intervento chirurgico

Soluzione ultima ed estrema, benché molto cruenta, rappresenta nei casi avanzati davvero l'unica soluzione che possa realmente migliorare il livello di autonomia.
L'intervento chirurgico trova maggiori applicazioni soprattutto per l'articolazione coxo-femorale (anca) e per il ginocchio attraverso l'impianto di protesi parziali (endoprotesi) o totali (artroprotesi) dell'articolazione ormai consumata dal processo degenerativo dell'artrosi.
Per le altre articolazioni si cerca di rendere il livello della vita più accettabile attraverso la rieducazione, ove è possibile, e con l'utilizzo di alcuni accorgimenti, quali le tecniche di economia articolare, che concedono solo i movimenti indispensabili all'autonomia, eliminando tutti gli altri che altrimenti non farebbero che peggiorare il processo degenerativo.


Piede artrosico

L'artrosi può colpire tutte le articolazioni del piede caviglia compresa (artrosi tibio-tarsica).
La sua evoluzione, per quanto riguarda il dolore, è capricciosa, senza correlazione con il grado di gravità anatomica.
Al piede è raramente primitiva, ma può essere secondaria a:
· difetti architetturali congeniti (sinistosi del tarso, ossa soprannumerarie);

· instabilità acquisite (distorsioni ripetute) molto frequente negli sportivi agonisti;
· sequele muscolotendinee (piede valgo per rottura del tibiale posteriore…);
· disturbi dinamici: pronazione, supinazione, difetti di rotolamento…


La rieducazione

La rieducazione ha come obiettivi :
· lottare contro la rigidità articolare
le mobilizzazioni vengono praticate in decompressione. Utilizzando al massimo le trazioni-decoaptazioni associate ai movimenti fisiologici;
· rinforzare i "tiranti" correttori
i muscoli deficitari saranno fatti lavorare attivamente, privilegiando l'isometria, soprattutto per i flessori delle dita e il tibiale posteriore;
· opporsi alle retrazioni con stiramenti, posture, mobilizzazioni attive

Gli estensori delle dita e l'insieme suro-achilleo-plantare sono i primi ad avvantaggiarsi di queste tecniche.


Cambia la vita?

Come già accennato, per fortuna l'artrosi dell'anca e del piede se di origine congenita insorge prevalentemente dopo i 50 anni, raramente prima, tranne nei casi in cui l'origine è traumatica (fratture articolari consolidate male, micro-traumatismi ripetuti e continui, etc.).
Fatta questa premessa, non è quindi esclusa l'ipotesi di ritrovarsi in palestra un soggetto relativamente giovane con questi problemi articolari: cosa fare in questi casi? consigliare un'attività piuttosto che un'altra o imporre un divieto assoluto su qualsiasi disciplina?
Tutto ciò diventa ancor più difficile quando il medico specialista spesso non è molto preciso nell'indicare cosa può o non può fare il paziente in palestra, senza dimenticare come, in moltissimi casi, il divieto assoluto a certi sport diventa spesso e volentieri per il soggetto affetto da artrosi, un peso psicologico ed emotivo notevole, laddove ci si veda così limitati in età ragionevolmente giovane nel proprio sport preferito.

La scelta fra la prosecuzione dell'attività sportiva e l'assoluto divieto a compiere sforzi non è semplice: se da una parte c'è la giovane età del paziente, non bisogna dimenticare che la pratica sportiva potrà comunque incidere in modo negativo sulla sua patologia.
Per fortuna le nuove tendenze in questo campo prediligono fortemente il controllo della patologia e la sua evoluzione, ma anche l'aspetto emotivo del soggetto lasciandogli la possibilità di continuare con lo sport preferito, ma imparando a gestirsi e soprattutto ad accettare positivamente qualche limitazione funzionale.

Questi aspetti saranno trattati in un prossimo articolo, dove si svilupperà il concetto di sovraccarico funzionale e micro-traumatismi ripetuti nel tempo.

 

Bibliografia:
· TESI DI DIPLOMA - Intervento riabilitativo nell'osteotomia valgizzante del ginocchio - Scuola per Terapisti della Riabilitazione A.U.S.L. FG/3 - candidato, Leonardo Zullo;
· ARTROSI, Come curarla e prevenirla - a cura di Cornelia Conti per Errepi News & Service con la collaborazione del Prof. Mario Carrabba, aiuto di reumatologia all'istituto Ortopedico Gaetano Pini di Milano - Allegato a VIVERSANI & BELLI n. 1/1997;
· Trattato di Medicina Riabilitativa - EMC, aggiornato a Dicembre
2000.

 

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