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Training
La quiete dopo la tempesta
Il riposo dello spinner
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a cura di Fulvio Pugliese
Un
adeguato recupero funzionale è indispensabile a
per rendere la nostra pratica del fitness veramente efficace,
sia sotto l'aspetto organico e muscolare, sia sotto l'aspetto
mentale, affinché il carico allenante non si trasformi
in stress, invece che pratica salutare e distensiva per
affrontare i ritmi forsennati che la vita moderna c'impone.
La fisiologia dell'esercizio
fisico c'insegna che ogni tipo di sforzo fisico si traduce in
miglioramento delle capacità prestazionali solo
nel momento dell'avvenuto recupero funzionale.
Questo significa che il miglioramento avviene tramite una compensazione
dell'organismo, che si difende dallo sforzo, migliorandosi appunto,
affinché lo stesso sforzo non lo trovi in seguito, impreparato
a sopportare lo stesso carico di lavoro.
Ciò vuol anche dire che se il corpo non ha pienamente recuperato,
non ha senso imporre un nuovo carico, in quanto, contrariamente
alle aspettative, ci porterà piuttosto verso il basso,
vale a dire ad un appiattimento della prestazione invece che ad
un miglioramento.
E questo si verifica inevitabilmente anche in un susseguirsi di
carichi elevati, che porteranno inevitabilmente verso un peggioramento
delle prestazioni, a causa dell'esaurimento fisico; una supèer
compensazione potrà verificarsi, ma solo dopo un adeguato
riposo, ed un'adeguata alimentazione, e quindi pur sempre solo
dopo un completo e totale recupero.
Tutto ciò non è una novità, ed è noto
ad atleti e sportivi, ma ci chiediamo, quanto sia noto e praticato
nell'ambito del fitness, per esempio nello indoor cycling.
Quest'ultimo (inutile negarlo) è una pratica sportiva (o
fitness che dir si voglia) piuttosto impegnativa, soprattutto
perché ha una grossa componente ludica, e dunque divertente.
Infatti, nello sport, la fatica mentale è inversamente
proporzionale al divertimento, creando per tanto grossi carichi
di lavoro, che devono essere smaltiti nei luoghi e nei tempi adeguati,
altrimenti si rischia di impedire alll'indoor cycling di
generare quel tipo di benessere fisico e mentale per il quale
è stato ideato.
Capita difatti di vedere allievi sfinirsi di fatica lezione
dopo lezione, a causa del gran divertimento, della passione (condivisa
in primis da noi di Spininside) che questa pratica coinvolgente
infonde, senza tuttavia rendersi conto dell'importanza di saper
gestire con intelligenza l'allenamento ed il work out.
Parleremo dunque della
gestione dei carichi di lavoro e delle varie pratiche
di recupero e ripristino organico, che possono dividersi in
sei punti principali: allenamento adeguato, alimentazione,
integrazione, elettrostimolazione, stretching,
massaggi.
In questa prima parte tratteremo i primi due aspetti, indipendentemente
dal metodo di lavoro utilizzato, qui si farà riferimento
per praticità a quelli più noti.
ALLENAMENTO ADEGUATO
Ciò significa
cercare stimoli allenanti periodici e progressivi, che
ci portino in un adeguato tempo nel miglior stato psicofisico
che il "nostro"fisico ci consente.
In parole povere dovrò prevedere (si che io sia un semplice
allievo sia che un'indoor cycling instructor, invariabilmente)
delle fasi di carico ed altre di scarico, dovrò prevedere
dei momenti, durante l'anno di forma top ed altri di decadimento
della forma.
Nessuno ha la possibilità di rimanere in forma smagliante
per tutto l'anno, ed è inutile cercare una condizione
del genere, che risulterà invece sempre piuttosto scadente
e molto faticosa da mantenere, sia fisicamente sia mentalmente.
Fortunatamente la pratica dell'indoor cycling ci mette a disposizione
diverse classi che dovranno essere sfruttate nella gestione
personale e (per gli istructor) nella gestione degli allievi.
Ricordando sempre agli istruttori che le class tenute da istruttore
sono allenanti per gli allievi, e non dovrebbero essere considerate
allenamento personale, che andrà ricercato in altri
momenti o luoghi.
Parliamo ora di quelle
classi che purtroppo non sono molto sfruttate solitamente; non
a caso una nostra inchiesta sulle classi più amate ed utilizzate
aveva portato alla ribalta la realtà dell'interval
come classe più praticata, seguita da Endurance,
Race day, Strengt, e Recovery.
In realtà l'interval (race day esclusa come appare ovvio)
è la classe più faticosa, in quanto si raggiungono
elevati valori di pulsazioni cardiache, 92% della max pulsazione
in modalità intensiva, 85% in modalità estensiva
secondo il programma spinning®, contro l'85% dello Strenght,
così come anche altri metodi come il Race di Moser,
seppur con altre denominazioni, considera l'interval come lavoro
cardiaco all'90%.
Questo avviene a causa del basso coinvolgimento muscolare
dell'interval e degli alti ritmi di lavoro imposti dal jump
e dallo standing flat.
Dunque potremmo dire che lo strenght, dove si lavora sulla
potenza e pertanto in salite lunghe ed impegnative, risulta più
faticoso muscolarmente (coinvolgendo molte fibre muscolari),
ma meno sotto l'aspetto cardiovascolare ed organico, dove
invece l'interval è di gran lunga più affaticante.
Ciò che si riflette come affaticamento è il lavoro
organico che si ottiene ad alte pulsazioni, molto meno il lavoro
muscolare che si ottiene a basse rpm, che si traduce così,
anche in più basse pulsazioni.
Va dunque tenuto conto che nel climb lo sforzo è
facilmente gestibile dal freno, mentre le andature di cui sopra,
soprattutto se praticate dalle 100 alle 120 rpm (oltre non voglio
neanche pensarci perché è puro masochismo!) sono
poco gestibili da chi non possiede una lunga pratica ed
una forma strepitosa.
E chiaro che in caso di stanchezza o insufficiente recupero, è
sempre da preferire uno sforzo muscolare ad uno organico,
per tanto, Streght o Potenza o Forza (denominazione
Race) gestito con un freno un po' più leggero del solito
(facilmente controllabile al cardiofrequenzimetro) invece che
Interval.
Va inoltre rivista l'Endurance
o Recupero Attivo (secondo Race), classe di base con lavoro
al 60/70 %, da consigliare a tutti i principianti ed in caso di
stanchezza anche agli avanzati; inoltre va utilizzata nei periodi
di ripresa dopo stop, dovuti ad infortuni o più semplicemente
a adeguato (e meritato) riposo, riposo che va previsto almeno
due volte l'anno, per 15 /20 giorni in un caso ed almeno
in una decina di giorni nell'altro, dove lo sport da praticare
sarà soltanto riposo assoluto. I periodi potrebbero essere
il momento più caldo della stagione (a metà estate
circa) ed un secondo momento da ricercare fra l'autunno e l'inverno.
A questo va aggiunto anche un periodo hobbistico, ma probabilmente
ciò nel fitness è un argomento fuori luogo: infatti
il fitness dovrebbe sempre essere lavoro di quel tipo e
non allenamento specifico o ancor di piu massacro.
Ancora, l'Endurance è una class che andrebbe sempre inserita
nel programma settimanale, ed eseguito almeno 1 volta a settimana
da chiunque, prevedendo poi anche dell'Interval e dello Strenght,
se la pratica dell'indoor cycling è trisettimanale (l'ideale
per l'idea fitness). Finiamo parlando del Race Day o che
va eseguito solo da allievi avanzati, solo dopo almeno
un paio di mesi di lavoro di base (vedi altre class), e non da
tutti i soggetti (e qui è l'istruttore che deve identificare
e sconsigliare a certuni soggetti di non praticare codesta class),
e del Recovery, un toccasana per tutti.
Questa class andrebbe inserita, a mio avviso, sempre dopo un Race
Day, dando modo di eseguire questa seconda lezione in seguito
al Race per defaticare e rimettere il corpo in condizioni di
riposo dopo uno strenuo sforzo, ma non solo, anche per coloro
che stanchi, da una settimana magari dura e stressante, vogliono
rilassarsi e non hanno la capacità fisica di fare fatica.
Non è dunque una classe allenante ma studiata per
un buon recupero fisico e mentale, ed è qui
che salta fuori un buon istruttore, colui o colei che riesce a
riempire le sue classi di Recupero attivo e di Endurance, mettendo
in condizione gli allievi di sfruttare appieno il beneficio dello
indoor cycling che mai deve essere considerato solo fisico ma
piuttosto mental-fisico, dove una buona condizione mentale porta
al beneficio del fitness ed una buona condizione fisica aiuta
a raggiungere lo stesso risultato.
D'altronde non è possibile "scollegare" l'aspetto
mentale da quello fisico
ALIMENTAZIONE
Il comportamento alimentare dovrebbe modificarsi
fra i vari soggetti in base al peso (massa magra) ed al consumo
energetico dell'individuo, che sarà diverso in base
al programma di pratica sportiva e lavorativa, come quantità
di cibo, ma non dovrebbe diversificarsi (tranne che per i gusti
personali) come qualità degli alimenti.
Ogni sportivo dovrebbe essere in grado di costruirsi il
materiale che serve al motore umano con una dieta equilibrata.
La nostra benzina è l'ATP, fabbricato nei
mitocondri in combinazione, e non, con l'ossigeno.
Considerando che una cellula attiva ha bisogno di più di
due milioni di molecole di ATP (adenosintrifosfato) per secondo,
utili a mantenere attivi i propri congegni biochimici, si deduce
facilmente l'importanza che assume un corretto regime alimentare.
Dopo aver faticato e speso energie è dunque determinante
per ottenere un 'ottimo recupero, aiutare il fisico a smaltire
tutti gli enzimi della fatica. Infatti, lo sforzo produce una
gran quantità di "radicali liberi" e crea uno
stress ossidativi elevato e da eliminare più rapidamente
possibile. Se c'è produzione di acido lattico poi, si crea
un ph acido e quindi anche un danno chimico alle cellule.
Dunque un pasto pre-allenamento
dovrebbe prevedere una buona quantità di carboidrati
e grassi per l'aspetto energetico, tipo pane tostato, cereali,
frutta piccole quantità di marmellata con poco zucchero
o miele, assieme a frutta secca come noci, nocciole o mandorle,
quest'ultime anche in grosse quantità se si prevede per
esempio un impegno di più ore sulla bike da indoor cycling
nella mattinata.
Una giusta quantità di proteine per l'aspetto plastico
e di recupero oltre che per evitare una cannibalizzazione della
massa magra (muscoli), come yogurt, latte, formaggi o salumi
(prosciutto, bresaola ecc) magri, anche uova potrebbero essere
indicate purché non si ecceda con il tuorlo (ricco di grassi
e colesterolo) e si preferisca l'albume (ricco invece di proteine
magre).
Uno spuntino invece, per coloro che non hanno la possibilità,
o si allenano in ore poco consone ad un pasto tradizionale, andrebbe
previsto, prima dell'indoor cycling, per mantenere la glicemia,
100/150 calorie; a questo proposito dovrebbero bastare, mezzo
frutto e una noce di parmigiano mentre per chi va di fretta una
barretta proteica (o mezza in base al tipo).
Ciò che diviene importante, o fondamentale, è il
pasto post-indoor cycling, che deve prevedere uno spuntino
come quello pre-indoor cycling, se si prevede che passeranno una
o due ore prima del pasto principale.
In seguito si potrà alimentarsi con cibi che consentano
e il recupero energetico e il processo plastico e quello disintossicante:
dunque carboidrati sotto forma di frutta, verdura fresca
(per una strategia antiossidante, ottime le carote ricche di Betacarotene
e vit. A, anche sotto forma di succo) anche patate o pane (meglio
integrale, ai cereali, biologico), grassi a crudo, dunque olio
extravergine d'oliva di qualità, e proteine nobili
come carne bianca, pesce (ottimo il pesce azzurro, meglio ancora
il salmone ricco di omega 3), uova (soprattutto albume), anche,
ma in misura minore, mix di formaggi (prediligendo parmigiano,
grana padano e tutti quelli che contengono più proteine
che grassi). Fondamentale il recupero dei sali minerali
spesi con la sudorazione, perciò molta acqua oligominerale,
ma anche, per chi è abituato, un bicchiere (non di più)
di vino (meglio se di qualità), inoltre sempre per recuperare
liquidi e sali, al posto o in aggiunta agli ortaggi è ottimo
prevedere della minestra (più adatta alla stagione fredda
ovviamente) di verdure o similari.
Se non c'è la possibilità di un pasto completo,
un semplice panino con bresaola, parmigiano ed un filo d'olio
d'oliva è già una buona cosa.
Nelle prossime puntate parleremo degli altri quattro punti, come
accennato all'inizio della considerazione, per un recupero adeguato
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