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Schwinn Evolution
I TEST - BIKE DI SPININSIDE.it
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a cura di Fulvio Pugliese con la collaborazione di Luca Meneghini

Come si presenta

A nostro parere la più bella bike da indoor cycling attualmente sul mercato: a struttura monoscocca (brevetto Schwinn derivato dalla produzione di bike da outdoor ) è caratterizzata da linee filanti e snelle anche se rimane comunque una sensazione di grande solidità.
La carenatura argentata che la riveste (a questo proposito si notano subito le ottime finiture) e la base di appoggio larga danno infatti una prima impressione di robustezza; si notano anche il nuovo sellino ricoperto di un rivestimento lucido (che non tutti hanno apprezzato) e le ruote per il trasporto che amichevolmente abbiamo ribattezzato "roller" data la somiglianza con quelle dei famosi pattini in linea, molto funzionali.
Nota stonata il manubrio, comune anche alle sorelle minori di nuova produzione (che stiamo provando), privo della mezzaluna centrale (per motivi di copyright negli Stati Uniti) e fornito di due supporti interni per il cardiofrequenzimetro, davvero "bruttini". (foto 1)

Preparazione e assetto

Classica nell'utilizzo degli spinotti a farfalla, che non lo ripeteremo mai abbastanza, preferiamo alle manopole in quanto più facili da manovrare nel bloccaggio/sbloccaggio, presenta molti fori fra loro piuttosto ravvicinati su ogni piantone, per consentire una migliore regolazione biomeccanica.
Sempre riguardo ai piantoni, interessante la foggia che in sezione presenta una forma trapezoidale: questo dovrebbe ridurre le vibrazioni o comunque i movimenti provocati da eventuali laschi tra i piantoni stessi e i loro alloggi. Fra l'altro proprio la struttura monoscocca e quindi l'assenza di saldature nella bike dovrebbe ridurre o eliminare addirittura le vibrazioni durante l'utilizzo.
Facile anche trovare i punti di riferimento per una successiva regolazione "a memoria" dell'assetto.
Per quanto riguarda il sellino, da notare lo scorrimento del supporto della sella sul piantone, in pratica in modo opposto a quello che avviene sulla quasi totalità delle bike. La novità è motivata dalla necessità di diversificare la bike dal modello originale (il vecchio modello JohnnyG spinner) per i noti problemi di copyright.
Tuttavia questo comporta una maggiore sollecitazione sul supporto stesso, tanto da provocare in alcuni casi lo svitarsi dello spinotto di sicurezza della sella, che comunque è fissato alla bike grazie ad un meccanismo di sicurezza (una sorta di bottoncino a pressione) che, posto sul piantone su cui scorre la sella, impedisce l'uscita del supporto della sella stessa.
Tale meccanismo, se da un lato può prevenire cadute (anche se improbabili) dall'altro rende difficoltoso il cambio del sellino per chi preferisce utilizzarne una di propria.
Il piantone sella, molto lungo, ci ha procurato qualche abrasione all'interno cosce nel salire e scendere dalla bike, inconveniente che tuttavia si risolve facilmente cambiando l'abitudine di salire da dietro. (foto 2)

Il manubrio risulta un po' alto, soprattutto per allievi un po' piccoli di statura: la sella infatti, può scendere al di sotto del limite massimo inferiore del supporto del manubrio, provocando così un mancato equilibrio della posizione sulla bike.
Le piccole utilizzatrici, pertanto, si troveranno a pedalare a busto troppo alto; avremmo quindi preferito la possibilità di farlo scendere di almeno altri 4/5 centimetri.
Caratteristico l'alloggiamento della borraccia, che assolve la sua funzione nel modo più semplice possibile consentendo di appoggiare la borraccia senza nessuno sforzo in un alloggio piuttosto vasto e ben protetto dall'azione delle gambe durante la pedalata… praticamente l'uovo di colombo in una bike da indoor.
Presenti gli adesivi di avvertimento che segnalano un meccanismo a scatto fisso, anche se la bike risulta dotata di smart-release; nessuna novità per il meccanismo di frenata di emergenza, attivato tirando con forza il pommello di regolazione della resistenza.
Ancora da notare la possibilità di registrazione dello smart-release, il meccanismo che provvede a liberare il volano in caso di emergenza e che nelle versioni precedenti aveva la tendenza a usurarsi creando un fastidioso effetto di volano libero; gli ingegneri Schwinn assicurano che tramite la registrazione del meccanismo tale inconveniente viene ridotto di molto, permettendo di bloccarlo in parte o del tutto. (foto 3)
Ultimo ma non ultimo, le inclinazioni dei "tubi" sella e manubrio: finalmente un po' più aperti delle "vecchie" bike, il risultato si apprezza con stature un po' sopra la media, oppure se possediamo un busto un po' piu lungo.
Non stiamo certo parlando di una rivoluzione, trattandosi solo di 1,5/2 cm di allungamento busto per un utilizzatore di 180/182 cm, ma non è poco se ci sentiamo "rattrappiti" nella posizione 1 e 2.
Ovviamente l'inclinazione dei tubi propone, a sella e manubrio molto basse, (come userebbe una persona piccola di statura) la stessa identica distanza delle bike Schwinn tradizionali.

 

Saliamoci sopra

Il sellino è molto morbido e fin troppo confortevole: chiaro l'indirizzo "fitness" dell'attrezzo, rivolto quasi più ad un'utenza femminile, date le dimensioni dello stesso che risulta piuttosto largo sulla "seduta".
In più il rivestimento in materiale lucido in qualche caso ha comportato una sensazione di "incollaggio" del pantaloncino alla sella.
Incominciando a muovere le gambe si avverte il movimento fluido e scorrevole del movimento centrale, agevolato da una resistenza calibrata perfettamente… davvero notevole.
Mettiamo le mani in posizione 1 (narrow, secondo Schwinn) e qui la mancanza della mezzaluna unita a una più spiccata inclinazione delle braccia del manubrio verso il basso, provoca una sensazione di affaticamento a livello delle spalle e delle braccia, almeno per chi non è abituato a una posizione perfetta sulla bike.
Dopo un po' di pianura ci alziamo sui pedali e anche qui la sensazione è di grande fluidità del movimento, anche se con l'aumentare della resistenza a livello del meccanismo centrale si avvertono alcune lievi vibrazioni. L'angolazione del manubrio in running (pos. 2, wide per Schwinn) risulta più confortevole, anche se tornando in pos. 1 leggermente sudati, le mani tendono a slittare verso i lati (noi preferiamo il manubrio diritto vecchia maniera).
Anche la prima sitting climb passa agevolmente, veramente ottima la regolazione della resistenza, molto progressiva; si sale in tre senza sorprese, ma durante la discesa (pensiamo al jump in salita o combo-hill secondo la terminologia Schwinn) si verifica qualche problema nello spostamento delle mani da 3 in 2 : la presenza dei due supporti per il cardiofrequenzimetro infatti dà un po' fastidio se facciamo scivolare le mani lungo il manubrio (foto 4).
Si tratta, tuttavia, di un peccato veniale.

Sicurezza
La bike è senz'altro molto stabile e sicura, durante tutte le andature.
Tuttavia alcuni tester hanno notato vibrazioni della sella dovute all'allentamento dello spinotto di sicurezza e alla caratteristica del supporto della sella stessa che, come descritto sopra, scorre sul piantone.
Il meccanismo di emergenza si attiva tirando con forza la manopola della resistenza verso l'alto senza troppe difficoltà.
Positiva anche la presenza di adesivi che informano della presenza di un meccanismo a scatto fisso.

Pulizia
Ci abbiamo fatto sopra una bella sudata e ora non ci resta che pulirla… l'operazione si risolve in una pulizia della carenatura, del manubrio e del sellino, in quanto, come già detto, non ci sono parti scoperte: questo ovviamente consente una maggiore protezione di tutti gli ingranaggi, ma anche una più difficile manutenzione "spicciola" di cui e' meglio tenere conto.

Complessivamente
Un buon attrezzo, molto bello esteticamente e con qualche soluzione davvero originale: riuscito il portaborraccia, meno i supporti per il cardio; l'assetto e' facilitato dalla presenza di una maggiore possibilità di regolazione biomeccanica, ma risulta vanificato per gli spinner di statura bassa dal posizionamento del manubrio troppo in alto al minimo.
Sicuramente rivolto al fitness, potremmo definirlo un ottimo strumento di allenamento per il ciclismo, a patto di cambiare il sellino.
Buona la sicurezza complessiva e la stabilità dell'attrezzo, ottimo il meccanismo di frenata, molto progressivo, anche con variazioni millimetriche.
Nota dolente (dovevamo trovarla) il prezzo: davvero elevato, anche se, ad onor del vero, stiamo parlando di una bike "unica" che certo verrà utilizzata non in larga misura, quanto piuttosto come il gioiellino dell'istruttore, prendendo il posto della special edition e valendo certamente tutti gli euro che costa, data la struttura ed il metodo di costruzione innovativo!

Dicono di lei
Ed ora la parola agli allievi: naturalmente non si tratta di giudizi tecnici, quanto piuttosto delle impressioni dei biker che ci hanno pedalato sopra.
Ecco i loro giudizi sintetizzati in una "media", dove 5 è il massimo e 1, ovviamente, il minimo.

- Aspetto estetico: 5
- Regolazioni: 4
- Comfort/posizione: 4
- Resistenza: 4
- Pedalata: 5
- Manubrio: 3
- Sella: 4 (qualcuno ha dato 1)
- Impressione generale: 4

Per informazioni e per l'acquisto

Nautilus Italy
Viale della Mercanzia, 103
40050 Funo di Argelato (BO)
Tel. 051 664 6201 - Fax 051 664 7461
Sito ufficiale: www.schwinn.it - e-mail: formazione@nautilus.com

 

 

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