spinning

Database tracks musicali
Playlist di tracks musicali già pronte
Recensioni musicali cd pedalabili
Chiedilo ai nostri esperti
Articoli specifici

Carnielli bike: Test
__________________________________________________
a cura di Fulvio Pugliese con la collaborazione di Luca Meneghini

Come si presenta: eccoci all'esame della prima bike di colore e forma diversi, rispetto a quelli che siamo abituati a vedere di solito.
Un bel giallo vivo fa risaltare l'aspetto solido di questa Carnielli, la cui struttura tubolare è piuttosto grossa e adatta a sopportare sollecitazioni d'ogni tipo. Inoltre il disegno dei piantoni sella e manubrio è a V, dunque alzando la sella e il manubrio, quest'ultimi si allontanano.
Il volano, privo di decorazioni, risalta nella sua semplicità .
Il carter è completamente carenato (unica nota di colore nero assieme al manubrio).
Singolare la forma del manubrio, che non ha la caratteristica mezzaluna, rimpiazzata da una sorta di maniglia centrale, che riteniamo serva a porre il cardiofrequenzimetro. Si distingue per il profilo rettilineo, parallelo al terreno , tranne che nella parte finale, dove le corna si alzano (foto 3).
Le ruote per il trasporto sono di piccole dimensioni.

Preparazione e assetto: ribadiamo ancora una volta la nostra preferenza per gli spinotti a farfalla. Anche in questa bike infatti si è preferito ricorrere ad un sistema di manopole, composto da un movimento di vite al quale si aggiunge uno spinotto a molla per lo sbloccaggio.
Alla Carnielli hanno pensato di utilizzare un secondo spinotto a vite per fissare sia il sellino sia il manubrio, un'aggiunta alla sicurezza a nostro parere non molto utile, ma che al contrario rende più complesse le operazioni di regolazione della bike.
Sull'asta del sellino i fori sono sulla parte posteriore e risulta difficile un loro utilizzo per una regolazione a memoria, una volta settata la bike per la prima volta.
Durante questa fase abbiamo trovato non poche difficoltà nel trovare il giusto equilibrio tra altezza del sellino e distanza dello stesso dal manubrio. Lo scorrimento dell'asta di supporto in senso longitudinale infatti è molto limitato e non consente grandi variazioni: gli utilizzatori di media/alta statura ne sono sicuramente svantaggiati.
Non siamo molto alti e la posizione risulta sempre contratta e a questo non c'è rimedio, data la scarsa escursione longitudinale del sellino.
La posizione di compromesso è comunque accettabile, senza grossi problemi di sovraccarico sulla schiena o articolazioni in pianura, a patto di utilizzare come supporto per le mani la maniglia centrale; questo però comporterà altri problemi, come vedremo più' avanti.

Il consueto adesivo ci ammonisce sull'uso corretto del meccanismo a scatto fisso. Avremmo preferito che fosse maggiormente visibile poiché non si nota molto, posto com'è sulla struttura tubolare esterna della bike e colorato in argento.
Il meccanismo di frenata di emergenza non riporta indicazioni di sorta e provando scopriamo che si aziona tirando con forza la manopola della resistenza (ci vuole molta forza).

La bike fornitaci ha in dotazione i pedali con puntapiedi (o gabbiette). Ottimi davvero questi ultimi: la sensazione è avvolgente e di sicuro bloccaggio del piede.
Ancora una volta troviamo un fantasioso posizionamento della porta borraccia, posto sulla parte anteriore sinistra della bike, comodo per inserirci delle bottiglie o borracce lunghe ma stranamente di diametro un po' piu piccolo dello standard, per cui le nostre borracce classiche non entrano.

Saliamoci sopra: indirizzo sicuramente fitness per il sellino di questa Carnielli.
Fin troppo morbido per le nostre abitudini spartane, ci siamo ritrovati a rimbalzare sul soffice cuscinetto: alla fine il risultato non è positivo, compromettendo la fluidità e l'efficacia della pedalata.
La seduta è piuttosto larga e adatta ad un pubblico femminile: sicuramente gradevole per le prime lezioni, ma ad un utente avanzato consiglieremmo di cambiare sellino.
Pochissime vibrazioni durante la pedalata, anche ad andature sostenute. Il movimento è fluido, e il meccanismo di resistenza è morbido e progressivo.


In pianura, come gia' detto, per trovare una posizione piu'corretta, le mani devono essere appoggiate sulla maniglia centrale, anche se, per la sua forma a "freccia", con le impugnature laterali inclinate, provoca un'extra-rotazione delle braccia e un impegno delle articolazioni dei gomiti e delle spalle.
In standing flat nessun problema, almeno per noi che non siamo dei giganti: le ginocchia infatti sfiorano il manubrio e siamo costretti ad arretrare il baricentro durante l'esecuzione della tecnica; ad andature consistenti, la distribuzione del peso del volano ci pare un tantino inefficace, avremmo gradito una maggiore sensazione di trascinamento (senza esagerare).
In sitting climb il freno si rivela progressivo e piacevole, quasi ci invita a stringere maggiormente, aumentando la resistenza e raggiungendo salite impegnative, anche se si avverte una progressiva perdita di fluidità nel movimento, provocata anche dalla leggerezza del volano (intesa come distribuzione del peso).
Incrementiamo ancora la resistenza e saliamo in standing: qui le cose peggiorano sensibilmente. La geometria del manubrio ci tiene troppo bassi con la schiena, probabilmente è studiato per lavorare con i gomiti in appoggio ed una regolazione alta quanto o più della sella. Siamo costretti ad arretrare nuovamente la posizione del baricentro .


Sicurezza: la bike è solida e stabile anche ad andature consistenti, i puntapiedi sono tra i piu' avvolgenti che abbiamo avuto occasione di provare . Il meccanismo di emergenza si attiva tirando verso l'alto la manopola della resistenza, ma è necessaria davvero molta forza (pensiamo alle nostre allieve, magari magroline) e la frenata non è immediata; il funzionamento del meccanismo non è spiegato.
Positiva ma poco visibile la segnalazione della presenza di un meccanismo a scatto fisso.

Pulizia: non abbiamo rilevato particolari critici. Da notare che il meccanismo centrale e la catena sono completamente chiusi, cosi' da facilitare la pulizia e riparare maggiormente gli ingranaggi dagli agenti ossidanti e incrostanti.

Trasporto: le ruote sono di piccole dimensioni e una volta sollevata su di loro, la bike a noi in dotazione non era facilmente trasportabile. Lo segnaliamo per quelle palestre che hanno la necessità di spostare spesso le bike.

Complessivamente: sufficiente, ma non eccellente a nostro parere, questa Carnielli.
Problemi di posizionamento sulla bike dovuti alle geometrie e alla scarsa escursione longitudinale del sellino sono rilevanti, soprattutto per persone di statura medio alta, mentre quelle piccole invece pedaleranno con il manubrio più alto della sella.
Al contrario, e questa è la particolarità, le persone molto alte si troveranno piuttosto bene a causa del disegno a V (stile v shape della race) che distanzia molto sella e manubrio alzandoli parecchio.
Fluida nel movimento anche in velocità, si inceppa un poco in salite consistenti.
Di nuovo le geometrie la rendono scomoda in pianura, provocando una posizione delle braccia innaturale e standing flat e utilizzabile solo da avanzati in standing climbing.
La bike risulta sicura, con segnalazioni e meccanismo di frenata d'emergenza sufficienti ma migliorabili.
Da notare le ruote molto piccole e poco funzionali. Nel complesso la consideriamo adatta ad un uso casalingo, meno per un utilizzo "fitness da centro indoor".

Punti di forza: poco rumorosa, fluida fino alle salite più impegnative, buona la resistenza, molto solida, ottimi puntapiedi.

Punti 50/50: sellino troppo morbido per allievi avanzati, resistenza poco fluida su salite impegnative Posizionamento dei buchi per le regolazioni della sella alto basso e avanti indietro a tre cm di distanza, li avremmo fatti più vicini.

Punti critici: difficile posizionamento in sella per persone medio alte, scarsa escursione longitudinale del sellino, posizione innaturale in flat, difficoltà in standing flat, e in stand climbing.

 

Redazione: info [at] spininside.it - PIVA 03608910711 - Copyright & Disclaimer
SPININSIDE.it © 2000-2010 - Tutti i diritti riservati - Reg. Trib. Foggia 12/01