|
Editoriali
> editoriale settembre 2006
Il
quinto potere
_________________________________
di Marianna Mangone
In
questi giorni in tv va in onda una pubblicità
di una automobile che ci riguarda da vicino. L’avrete
sicuramente notata anche voi, perché come prima
immagine è stata scelta un’atmosfera
per noi più che consueta: una distesa di bike
una accanto all’altra inquadrate nel bel mezzo
dello svolgimento di un evento.
Dopo un primo momento di euforia e stupore (evvai,
hai visto, fanno vedere una class piena zeppa in tv!)
mi accorgo che il messaggio che ne esce fuori non
è proprio fra i più esaltanti…
una stanzona piena zeppa di gente, con le bike appiccicate
una all’altra, una voce fuori campo che sbeffeggia
i poveri malcapitati… Come sarebbe a dire se
non sono stufa di pedalare in un metro quadro?!
Non è la
prima volta che l’Indoor Cycling viene scelto
dalle aziende del settore per le campagne pubblicitarie.
Era già successo in passato, e non solo negli
spot pubblicitari: le bike negli ultimi tempi si vedono
spesso sullo schermo, dall’inserto del telegiornale,
al magazine pomeridiano, addirittura in qualche film.
Tuttavia mi accorgo che il più delle volte
il messaggio che ne viene fuori è tremendamente
negativo e riassumibile in poche parole: non imitateli,
questi sono poveri pazzi che pedalano al chiuso e
il cui unico scopo è annegare nel proprio sudore!
Eh sì, perché nonostante siano passati
10 anni a spiegare che l’Indoor Cycling è
un’attività aerobica ad alto impatto,
ma che deve essere praticata con discernimento e che
non significa salire sulla bike e pedalare a 2000
con la compilation del Festivalbar in sottofondo,
noi per tutti gli altri eravamo e siamo rimasti una
tribù di forsennati che fa a gara a chi fa
la pozza più grande sotto la bike alla fine
della lezione.
Che poi, analizzando
più a fondo lo spot citato, uno alla fine non
può che rendersi conto della sua assurdità:
eh sì, perché sarà anche vero
che è meglio farsi una pedalata in bici su
una montagna incontaminata che pedalare in 500 dentro
un padiglione, ma ditemi voi chi si può permettere
di uscire in bici e avere la fortuna di trovarsi immerso
nella natura dopo pochi chilometri… qua a Roma,
se sei bravo a non farti uccidere prima dall’automobilista
inferocito (che ti odia per principio perché
gli ostacoli la visuale), prima di vedere una natura
incontaminata è già ora di tornarsene
a casa!
Insomma, urge al
più presto un’operazione simpatia per
riabilitare la figura di noi poveri spinner agli occhi
dei comuni mortali… una bella pubblicità
dove emerga il divertimento, la passione, la forza
allenante della nostra disciplina, e perché
no, anche la nostra piccola dose di follia. La stagione
è appena agli inizi e grandi eventi sono alle
porte. Una buona occasione da prendere al volo.
|