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Editoriali
> Editoriale Ottobre 2007
Un
sogno su due ruote
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di Marianna Mangone
Non
so chi fra voi ha avuto l’occasione di vedere
la puntata di Report andata in onda su Raitre domenica
14 ottobre scorso.
In coda all’inchiesta principale e’ apparso
un servizio davvero bello e interessante su sistemi
di viabilita’ urbana alternativa alla macchina.
Il piccolo gioiellino,
che come al solito viene e dal Nord Europa, si chiama
Groningen, si trova in Olanda e ha circa 200.000 abitanti,
piu’ o meno come tanti nostri comuni strozzati
dal traffico.
In questo piccolo
centro l’amministrazione ha puntato molto sulle
due ruote come mezzo alternativo al traffico cittadino,
creando una rete (seria) di piste ciclabili su tutto
il territorio, chiudendo definitivamente il centro
storico alle auto e attrezzando i punti nevralgici
con parcheggi per le bici davvero straordinario.
Solo alla Stazione Ferroviaria hanno costruito un
parcheggio per 5.000 posti che assomiglia molto a
quelli di un qualsiasi Ipercoop della nostra penisola
(con uguale difficolta’ di ognuno nel reperire
il proprio mezzo fra i mille parcheggiati), ovviamente
gratuito e sorvegliato 24 ore su 24, a cui si aggiungono
i 6.000 posti sparsi nel centro storico.
Senza contare la
costruzione di ponti riservati solo ai ciclisti, di
rotonde con piste ciclabili fatte apposta per evitare
che i ciclisti debbano fermarsi per entrare in un
incrocio, e la cura e l’attenzione di consentire
alle bici di fermarsi ai semafori davanti alle macchine
per evitare i respirare i gas di scarico delle automobili.
Per chi si fosse perso il servizio ecco il link:
http://www.report.rai.it/R2_popup_articolofoglia/0,7246,243%255E1074967,00.html
E nonostante a Groningen
faccia freddo, e il clima sia molto peggio che da
noi, il traffico delle bici si aggira sui 14.000 ciclisti
a giorno, con una percentuale dei trasporti su bici
di circa il 60%.
Insomma un vero e proprio paradiso del ciclista, soprattutto
se si pensa a quanto oggi sia pericoloso in Italia
uscire in bici e ritirarsi a casa indenne.
Le statistiche parlando
chiaro, 1.000 morti in tre anni, e il dato e’
purtroppo destinato a salire. Lo stesso Bettini, appena
incoronato campione del mondo, ha recentemente dichiarato
di avere spesso paura quando esce in bici in Italia
e teme all’idea di uscire in bici un domani
con la figlia al seguito anche per fare una passeggiata
domenicale.
Sarebbe bello che
anche in Italia fosse inculcata, a suon di piste ciclabili
e corsie preferenziali per le due ruote, il rispetto
per i ciclisti che scelgono un mezzo non inquinante
come alternativa all’auto.
Che si facesse strada,
anche con attraverso scelte estreme come la chiusura
totale dei centri storici, che scegliere la bici e’
un mezzo comodo, veloce e sicuro per girare per la
citta’.
Che finalmente
riuscissimo ad insegnare a tutti una cultura di rispetto
e reciproca convivenza fra ciclista, pedone ed automobilista,
che porti le nostre citta’ ad un sistema accettabile
di viabilita’ e che soprattutto non ci facesse
sempre sospirare di invidia non appena attraversiamo
la frontiera.
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