Editoriale ottobre-novembre 2009
Caos Calmo
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a cura della redazione
E’ un periodo un po’ strano per l’Indoor Cycling, questo.
E’ un periodo in cui nessuno sa nulla eppure tutti sanno tutto, in cui si mormora, ma non si ufficializza, in cui si sparla, ma non ci si dichiara mai.
E’ il classico periodo in cui si sta alla finestra aspettando e fremendo il momento buono per uscire tutti allo scoperto e vedere l’effetto che fa.
Noi comuni mortali invece, che della dietrologia non sappiamo che farcene, abbiamo cominciato dopo un primo periodo di attesa a disinteressarci completamente della cosa.
In fondo, pensiamo, se non hanno interesse loro a comunicarci, a coinvolgerci, a informarci, perché dovrebbe interessare a noi?
Certo c’è facebook, che ultimamente fa tanto web 2.0, ma è complicato, dobbiamo andare a cercare i gruppi e non si capisce mai se sono ufficiali, se sono aggiornati, poi si blocca sempre (perché diciamocelo pure, la piattaforma fa davvero schifo) e non si può intavolare una discussione seria con due parole in bacheca.
Ma si sa, noi comuni mortali non siamo mai tanto interessati a quella gente là: meglio coltivare fino alla morte il proprio orticello che guardarsi intorno è sempre stato il loro motto; meglio guardare in cagnesco “l’altro” pensando di essere sempre i migliori, è sempre stato il loro atteggiamento; meglio ignorarli piuttosto che abbassarmi a parlare con loro è stato il loro stile di vita.
E nel frattempo l’appassionato, il neofita, l’utente della palestra, il semplice lettore ha finito per abbandonare la barca, o meglio nel nostro caso la bike.
Certo, dal di fuori è tutto molto bello, da una parte nuove bike, nuovi completini, foto da primo giorno di scuola, dall’altra lo stimolo della ricostruzione e della riorganizzazione, finalmente liberi di poter decidere senza la figura ingombrante di un capo, dall’altra parte ancora nuovi volti, nuovo team, nuovi stimoli.
E in mezzo a tutto questo il niente, più assoluto, dove noi comuni mortali, ormai un po’ scocciati da questo atteggiamento di sufficienza, cominciamo a pensare che forse non ne valga più la pena.
Dopo Rimini e Roma avevo pensato che un vento di novità e di rinnovamento stesse finalmente spirando nell’Indoor cyling, che sarebbero spariti certi atteggiamenti divistici e che si sarebbero potute intavolare finalmente delle discussioni serie e stimolanti per far crescere tutto il movimento.
Oggi mi chiedo se qualcuno abbia veramente intenzione di cambiare o se, come purtroppo spesso accade, si cambia affinché tutto rimanga esattamente come prima.
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