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Editoriale > Editoriale luglio/agost 2007


L'altro Tour: un esperimento di speranza per il futuro
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di Marianna Mangone

Lo scorso mese celebravamo l'impresa del nostro Alessandro Colo' alla RAAM 2007, augurando a Fabio Biasolo, ultracycler sfortunato in questa edizione, nuove soddisfazioni dopo la delusione di quest'anno alla corsa americana fra le piu' dura del mondo.

Tempo pochi giorni abbiamo ritrovato Fabio niente meno che alla Grand Boucle, nella terra di Francia, con un progetto molto interessante e nel contempo provocatorio: pedalare il Tour de France in contemporanea con i professionisti (o quasi, praticamente le tappe vengono percorse il giorno prima), ma senza alcun "aiuto" medico, chimico o integrativo, a dimostrazione che fare un altro Tour e' oggi possibile, a patto di rinunciare a qualcosa in termini di "tempo".

L'impresa, oltre che da Fabio, e' stata intrapresa anche da Guillame Prebois, giornalista sportivo francese. Insieme hanno percorso gli stessi Km, sottoponendosi prima durante e dopo la pedalata a tutta una serie di esami (peso, pressione, frequenza cardiaca, ematocrito) diretti a valutare anche dal punto di vista della medicina sportiva le conseguenza su uno sportivo "normale" seppur adeguatamente allenato, ad una corsa da molti definita "massacrante" come il Tour de France.

Per i risultati, il blog e tutta la storia di questo singolare esperimento vi rimandiamo al sito ufficiale in italiano http://www.energiapura.info/lautretour/ e al blog di Fabio: http://laltrotour.blogspot.com/.

Chissa' se e' una coincidenza che un avvenimento del genere si sia celebrato proprio quest'anno... un anno in cui il Tour sta vivendo le pagine piu' brutte della sua storia: tutti i nomi importanti, ivi compresa la maglia gialla, si sono ritirati o sono stati mandati a casa per motivi connessi con il doping.
Un momento davvero triste per il ciclismo nazionale ed internazionale che fa riflettere e che dovrebbe imporre un momento di ripensamento per tutta la categoria.
Viene alla mente Pantani che si ammazza per un mondo che non valeva la meta' di lui e della sua classe. Viene in mente una caccia alle streghe senza senso dove chi ci va di mezzo sono ragazzi che si giocano una carriera e una vita dietro un inquadratura televisiva.

Quando leggerete questo editoriale una maglia gialla cosi' diversa da quella indossata nelle scorse edizioni avra' attravesato il Campi Elisi e avra' messo la parola fine ad una corsa che quest'anno ha avuto davvero poco da dire nel ciclismo e che ha fatto davvero una pessima figura.

Speriamo che il prossimo l'Altro Tour di Fabio e Guillame abbia insegnato a chi conta che si puo' tornare a pedalare entusiasmando ed emozionandosi anche senza fare record disumani.
Che' la gente che ama il ciclismo si mettera' sempre ai lati della strada fin dalla mattina presto e si incollera' lo stesso al televisore dopo pranzo. Anche senza i 50 Km orari.

 

 

 

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