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Editoriale > Editoriale di giugno 2006

I PROFESSIONISTI DEL PEDALE
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di Marianna Mangone

La stagione dei grandi eventi (Rimini, Firenze e Sasso Marconi) si e' appena conclusa ed e' tempo di bilanci.

Leggendo il forum direi che si tratta di bilanci sicuramente positivi: il riscontro dell'Indoor Cycling nelle manifestazioni e' stato evidente e visibile a tutti, con ride sempre piene, master all'altezza della situazione, e nuove persone che per la prima volta hanno approcciato la bike stazionaria e questo nonostante siano ormai piu' di 10 anni che l'Indoor e' diffuso a livello nazionale.
Certo, i numeri non sono piu' quelli immensi di una volta, ma certo stupiscono ancora soprattutto in un periodo dove molti vorrebbero gridare alla morte dell'Indoor Cycling .

Eppure questo modo di fare Fitness riesce a resistere agli acciacchi del tempo e continua ad affascinare e a far innamorare migliaia di appassionati, probabilmente perche' sa unire ad un gesto atletico semplice e alla portata di tutti, la potenza e la forza persuasiva della musica e del traniner. In piu' occorre sottolineare che il tasso tecnico delle manifestazioni e' di molto cresciuto come cresciuti sono sopratutto professionalmente la maggior parte degli istruttori oggi sul mercato.

Se infatti nei primi anni non era insolito (anzi, era molto frequente) vedere sui palchi istruttori improvvisati che proponevano ride ai limiti della forza di gravita', oggi possiamo dire che nella maggioranza (se la quasi totalita') degli eventi in piazza o nelle grandi manifestazioni i presenter sul palco danno vita a lezioni ineccepibili da ogni punto di vista. In fondo quella "professionalizzazione" dell'istruttore di Indoor di fatto si e' realizzata, e terminata la fase del "sai facciol'istruttore di spinning" che era piu' spesso un modo per rimorchiare le ragazze in palestra che reale passione, oggi chi fa l'istruttore lo fa con cognizione di causa e con curriculum di tutto rispetto alle spalle.

In questo contesto s'inserisce l'annosa questione dei 14 punti, vera innovazione dello Spinning di quest'anno, almeno per quello targato FISPIN. Servono, non servono, funzioneranno, saranno un flop: la discussione e' animata e a parte le esagerazioni, che in questo settore spadroneggiano molto di frequente, ne stanno uscendo spunti interessanti.
In un paese come il nostro molto spesso la costrizione sembrerebbe l'unico mezzo per ottenere un risultato valido, come quello di alzare il tasso tecnico degli istruttori. Ma a mio avviso accanto a questo dovrebbero affiancarsi altri strumenti che aiutino, comunque, l'abbassamento dei prezzi (e quando parlo di abbassamento non intendo certo l'abbattimento). Corsi on line o a domicilio, specie per quei CED piu' teorici e che non necessitano di momenti pratici, non sono poi cosi' scandalosi come molti ritengono, soprattutto se si considera che siamo ormai nell'era di Internet e della globalizzazione.
Cio' non toglierebbe nulla a nessuno (la verifica finale per raggiungere i livelli superiori rimane sempre lo spartiacque fra chi ha assimilato certi principi e chi no) e permetterebbe comunque, a chi ha voglia e tempo e soldi, di partecipare di persona ai CED pagando un po' di piu'.
In fondo, siamo o non siamo una generazione proiettata verso il futuro?

 


 

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