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Cicloturismo o stage di allenamento?
L'esperienza del nostro trainer di ritorno dall'Egitto e dalla Tunisia
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a cura di Fulvio Pugliese

Che dire... Una esperienza favolosa che si ripetera' il prossimo anno... anzi, si moltiplichera'!
La novità, infatti, sarà in febbraio una settimana cicloturistica a tappe lungo il Nilo, seguiti da una nave da crociera che raccoglierà i ciclisti alla fine della tappa, dove potranno rifocillarsi e rilassarsi comodamente per ripartire il mattino successivo.
Per chi lo desidererà, alla fine della settimana ci si trasferirà (presumibilmente in aereo) a Sharm el Sheik, dove si continuerà a pedalare nei dintorni (sempre con la formula pedalando il mattino e scendendo in spiaggia il pomeriggio), eventualmente partecipando anche alla Gran Fondo del deserto by Pinarello (che quasi certamente si ripeterà).
A marzo poi ci sarà nuovamente Djerba, la bella isola tunisina che quest’anno ci ha veramente stregato!
Ma veniamo a quest’anno per riassumere brevemente le esperienze Africane.

Sharm el Sheik
Arrivo un po’ traumatico, la maggior parte degli ospiti della Mare&Monti è arrivata nella notte di sabato o domenica 16/17 febbraio, ci ha accolto però una calda notte (per noi che arrivavamo dal freddo con cappotti e piumini) che ci ha fatto subito spogliare e rimanere con un leggero maglioncino!
Il mattino successivo, sebbene non ancora al completo (gli ospiti dello stage alla fine sono stati oltre 200 di cui 114 ciclisti), dopo una più che ricca colazione (il buffet è terribile perche ci si alza piu volte a prendere dolci e quant’altro) siamo partiti per il primo giro/allenamento, mentre gli accompagnatori cominciavano a scoprire la spiaggia ed il favoloso mare di Sharm!
La settimana si è susseguita in quest’ordine: uscita al mattino e spiaggia al pomeriggio, dopo il pantagruelico pranzo cui nessuno rinunciava (eppure sono riuscito a perdere 1 kg), tranne che per 2 giornate.
Arrivati sul posto tramite bus, abbiamo trovato le nostre bici (partite la sera prima) e dopo l’immancabile giro turistico del luogo, siamo partiti per Dahab (dove era situata la partenza della Gran Fondo per il giorno dopo), 130 km per lo piu pianeggianti o addirittura in discesa, una visita alla cittadina di Dahab, beduina al 100 %, e poi di ritorno in pulman a Sharm, lasciando le bici sul posto ad aspettarci per la mattina successiva.

Il mattino dopo, infatti, dopo aver raggiunto nuovamente la partenza tramite pulman, la gran Fondo è partita, arrivando 127 km dopo in volata a Sharm, proprio davanti alla receptions del nostro Hotel, il Domina bay!
Per la cronaca, noi Italiani siamo stati “spazzolati” da 4 egiziani (Squadra professionistica Egiziana) in piena forma, e pronti a partire il giorno dopo per il giro a tappe dell’Egitto professionisti... poco male, ci siamo divertiti!
La sera mega festa con grigliata di pesce e buffet, premiazioni della gara e spettacolo finale... qualcuno ha fatto tardi e il giorno successivo ha faticato non poco a fare i 100 km previsti per l’uscita mattutina in bici.
La settimana è giunta, naturalmente troppo presto, al termine: molto successo hanno avuto anche i dibattiti serali (in tre giornate) che ho tenuto personalmente, su “assetto in bici, allenamento, alimentazione ed integrazione per il ciclismo” (potrete leggere questo mese l’intervista che ho rilasciato a Ciclismo); gli unici stagisti un po’ meno infelici di ritornare a casa erano quei pochi fortunati che sarebbero venuti 2 settimane dopo a Djerba.

Djerba
Ed eccoci qua, dopo sole 2 settimane: arrivo ancora nella notte!
La temperatura che ci ha accolto al mattino, non era cosí calda come a Sharm (sotto alle medie del periodo), ma un bel sole ci scaldava comunque permettendo di recarci al pomeriggio in spiaggia o in piscina (l’acque era un po’ freddina per la verità) oltre che verso sera, nella piscina coperta per rilassarsi nella Jacuzzi a 30 gradi di temperatura, una favola!
Anche qua la settimana è passata fra uscite prima e spiaggia poi, 2 sono stati i dibattiti serali (stesse problematiche di Sharm, ma con particolare attenzione all’assetto in sella per le donne, che qui erano numerose) come due sono state le uscite particolari: la Tunisia con Chenini, uscita di montagna, uno splendido altipiano che ci ha portato a visitare anche il sito dove hanno girato “guerre stellari”, per arrivare appunto al paese di Cheninì, che abbiamo visitato prima di riprendere la strada di ritorno in pulman.
Ed infine la mitica cavalcata in Africa, ovvero il deserto per 150 km, partendo dall’ultima oasi, dove l’asfalto finisce ed inizia la sabbia a perdita d’occhio: qualcosa d’affascinante e favoloso che per quasi cinque ore ci ha ipnotizzato (tanto ci abbiamo messo per arrivare alla fine in bici) facendoci pedalare su un strada con leggeri saliscendi ma diritta fino alla fine che si “chiudeva” davanti ai nostri occhi, lasciandoci a guardare il deserto che scorreva lateralmente alla nostra strada, oltre alla mandria di cammelli (e cammellieri) che abbiamo incontrato strada facendo, ed ai 2 caffè (solo delle tende berbere) da cui alcuni motociclisti, fermi a rifocillarsi, ci salutavano perplessi (mai si sono viste bici in quelle zone).
Personalmente quello che mi ha colpito sono stati gli incroci (un paio) che abbiamo incontrato sulla nostra strada, dove i segnali stradali dicevano 78 km per questo o quel luogo, solo che la strada non esisteva, solo pista desertica, attraversata da qualche “fumosa” jeep lanciata a tutta velocità (le uniche automobili che abbiamo visto)... insomma qualcosa di imperdibile.

Alla fine domenica tutti erano tristi, il ritorno a casa ancora piu traumatico, ma anche qui qualcuno pensava già alla Sardegna: infatti dal 20 aprile saremo ad Alghero per la prima tappa di questo “mitico” giro, unica gara per amatori del genere nell’ambito nazionale.
Chi non potrà esserci sta già pensando al prossimo “caldo” inverno (per chi verrà in Egitto), pregustando il prossimo viaggio pedalato.

 

 

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