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Integratori
Alimentari
L'impiego
degli integratori alimentari è diventato il motivo dominante dell'alimentazione
dello sportivo. Da un primo periodo in cui tale uso sembrava destinato
esclusivamente ai bodybuilder, siamo giunti alla moderna realtà
in cui tutti gli sportivi ne fanno più o meno uso, con l'ausilio
di tecniche che ne permettono un razionale impiego. Esistono inoltre
innumerevoli elementi e composti farmaceutici che possono essere
considerati degli 'integratori', ma il loro impiego è decisamente
più difficile a considerarsi e, spesso, i loro benefici sono effetto
di 'speculazioni intellettuali". Infatti alcuni elementi,
di per se stessi importanti per l'organismo, vengono investiti
da un ruolo che in effetti essi non ricoprono o, perlomeno, si
potrebbero verificare inconvenienti in caso di loro mancanza,
ma non benefici provenienti da una loro somministrazione forzata.
L'IMPIEGO DI INTEGRATORI ALIMENTARI PER USO SPORTIVO
Lo scopo della supplementazione è quello di ottimizzare il quadro
alimentare dell'atleta. Quindi una corretta supplementazione non
può che essere un giusto corredo ad un appropriato piano alimentare,
in mancanza dei quale i benefici derivanti dal suo impiego sarebbero
fortemente limitati.
la supplementazione alimentare è forse il più grande passo in
avanti
che la tecnica al servizio dello sport abbia visto nascere in
questi ultimi anni: molti problemi sono stati risolti con la sua
introduzione mirata. Ovviamente il suo impiego non è limitato
alle pratiche dei bodybuilder anche se, sicuramente, sono stati
proprio loro in primis ad accorgersi dell'importanza ed efficacia.
La metodica dei bodybuilder ha permesso la sperimentazione dei
vari integratori in maniera sistematica. L'enorme fabbisogno plastico
di un bodybuilder è stato via via soddisfatto dapprima con le
fonti proteiche naturali, in seguito con le proteine estratte,
per arrivare altera degli aminoacidi (pool di aminoacidi liberi,
aminoacidi ramificati).
LE CATEGORIE
Dividendo
l'integrazione alimentare si possono effettuare molte distinzioni,
per praticità divideremo in:
a) integratori plastici
b) integratori energetici
c) vitamine e minerali
d) integratori "farmaceutici" (ubidecarenone, fosfolipidi,
olio mct etc.).
Integratori plastici
Sino
a pochi anni or sono l'integratore plastico per eccellenza era
rappresentato dalle proteine in polvere. L'impiego delle proteine
in polvere ha lo scopo di risolvere praticamente ed
in maniera non mirata il problema dell'apporto plastico necessario
alla costruzione delle masse muscolari. Il loro impiego sostituisce
parte della quota proteica normalmente assunto nella dieta quotidiana
tramite l'alimentazione tradizionale ma, in effetti, più che di
un'integrazione alimentare si potrebbe parlare di una sostituzione
di fonte.
La moderna evoluzione dei settore ha per questo motivo introdotto
l'aminoacido (in generale) come risposta mirata alla necessità
plastica dello sportivo. L'impiego degli aminoacidi in generale
è iniziato per fini terapeutici e a tutt'oggi è probabilmente
ancora questo il loro maggior impiego. In tutti quei casi in cui
l'alimentazione dei paziente diviene problematica o impossibile
l'aminoacido rappresenta la fonte plastica. Un discorso tutto
particolare va invece fatto a riguardo degli aminoacidi ramificati,
i quali sono nati per un impiego altamente specifico nel campo
della medicina, e sono stati oggetto forse più di ogni altro integratore,
di lunghi e sistematici studi.
La grande suddivisione che possiamo fare nel campo degli aminoacidi
è quella rappresentata dal principio in base al quale essi sono
stati estratti o prodotti. Abbiamo un metodo, l'idrolisi (catalitica)
con la quale si ottengono gli aminoacidi definiti come "Idrolizzato'e
gli aminoacidi puri, ottenuti chimicamente allo stato libero e
poi miscelati in pool di varia natura e bilanciamento.
Gli integratori energetici
Nonostante gli aminoacidi ramificati abbiano un'indubbia componente
che può essere sfruttata come energetico, i veri energetici sono
comunque rappresentati dai carboidrati. Le due grandi categorie
sono:
a) Integratori solidi a media-lenta velocità di assimilazione.
b) Integratori liquidi o immediatamente solubili ad alta velocità
di assimilazione, oppure a velocità controllata.
Nella prima categoria sono comprese le barrette energetiche, realizzate
attraverso la miscela di carboidrati a media e lenta velocità
di assimilazione.
Nella seconda categoria la parte preminente è rappresentata dalle
maltodestrine, le quali in forma liquida rappresentano, oltre
a una fonte di energia, un efficacissimo metodo per la stabilizzazione
glicemica. L'enorme vantaggio rappresentato dall'integrazione
attraverso specifici prodotti a base di maltodestrine è rappresentato
dal modo con il quale l'energia viene resa disponibile. La loro
azione infatti ha la caratteristica di essere costante nel tempo
e la loro opera di stabilizzazione glicemica è condizione ottimale
per il trasporto ematico degli aminoacidi ramificati.
L'impegno digestivo necessario all'assimilazione delle maltodestrine
in forma liquida è quasi nullo, la loro biodisponibilità è quindi
praticamente immediata. Un altro vantaggio consiste nella possibilità
di usare l' energetico esattamente in precedenza al momento dei
bisogno.
Esistono, purtroppo, molte affermazioni prive di fondamento scientifico
e sperimentazione che tendono a gettare scompiglio nel settore
dell'integrazione alimentare.
Si cerca spesso di attribuire proprietà taumaturgiche agli integratori.
Nel campo degli sports di durata è stato più semplice sperimentare
"sul campo" l'azione degli integratori, sia plastici
che energetici, tramite lavori mirati effettuati su corridori
professionisti in regime alimentare controllato e nell' arco di
competizioni a tappe. Queste sperimentazioni hanno portato alla
dimostrazione dell'indubbia efficacia degli aminoacidi ramificati,
tramite tests-antropometrici comparativi, nei quali si poteva
visualizzare l'andamento della percentuale di massa muscolare
nello stesso atleta nell'arco di due competizioni identiche, con
e senza l'ausilio degli aminoacidi ramificati. Per quanto riguarda
gli aminoacidi in pool la loro sperimentazione è senz'altro più
difficile e verte soprattutto nella loro azione "sostitutiva"
nel bilancio plastico, permettendo in pratica diete povere di
proteine alimentari tramite la loro introduzione.
L'impiego
Il corretto uso degli integratori è il segreto principale dei successo.
Usare infatti in maniera casuale i vari integratori raramente
conduce al raggiungimento dei risultati sperati.
L'integrazione alimentare tramite gli aminoacidi ramificati
Tra i vari integratori gli aminoacidi ramificati rappresentano senz'altro
l'aspetto più proficuo e di maggior impiego pratico. Nati per
un uso estremamente delicato, la risoluzione dell'encefolopatia
epatica e comunque dedicati agli epatopazienti, gli aminoacidi
ramificati sono stati ampiamente sperimentati nell'uso sportivo
in questi ultimi anni. La sperimentatone effettuata in campo sportivo
a riguardo degli aminoacidi ramificati è stata effettuata in diversi
sports. Si è persino arrivati ad effettuare supplementazioni "integrali",
ovvero a far compiere la prestazione all'atleta in condizioni
in cui la supplementazione era l'unica fonte alimentare. Lo spettro
d'azione degli aminoacidi ramificati è stato quindi valutato in
tutte le possibili condizioni, sia di quantità, come di prestazioni,
in differenti condizioni ambientali. Il frutto di tali esperienze
è stato quello di riuscire a far capire quali sono in effetti
i dosaggi da somministrare per le varie situazioni, ottimizzando
la resa dei prodotto.
Nel corso dei trials non si sono mai verificati casi di sovradosaggio,
motivo per il quale si può tranquillamente affermare che gli aminoacidi
ramificati non producono effetti collaterali sgraditi nemmeno
ad alti dosaggi giornalieri. L'impiego degli aminoacidi ramificati
può essere utile sia da un punto di vista esclusivamente plastico,
ed è il motivo della loro enorme diffusione nel bodybuilding,
che da un punto di vista plasto-energetico, ragione della loro
efficacia negli sports di durata. In quest'ultimo caso gli aminoacidi
ramificati fungono contemporaneamente da anticatabolico, evitando
la distruzione del muscolo per fini energetici, e forniscono una
dose di energia che comunque va ad incrementare la disponibilità
dell'atleta.
Nonostante gli alti dosaggi spesso impiegati gli aminoacidi ramificati
non producono scorie metaboliche che, in pratica, provochino problemi
all'atleta.
Centro Ricerche
Powerreserve
PIANO DI ASSUNZIONE DEGLI AMINOACIDI RAMIFICATI
(FINO A TRE GIORNI DI ALLENAMENTO SETTIMANALE)
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ORE DI ALLENAMENTO GIORNALIERO
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SPORT DI POTENZA
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SPORTS AEROBICI
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Fino
a 2
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1 g prima dell'allenamento ogni 10 kg di peso corporeo
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0,5
g prima dell'allenamento ogni 10 kg di peso corporeo
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Fino
a 4
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1 g ogni 2 ore ogni 10 kg di peso corporeo
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0,5
g ogni 2 ore ogni 10 kg di peso corporeo
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Fino
a 6
|
1 g ogni 3 ore ogni 10 kg di peso corporeo
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0,5
g ogni 3 ore ogni 10 kg
di peso corporeo
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GSAM (Gruppo Studi Apporti Metabolici)
Università degli Studi di Milano
SPININSIDE.it : indoor cycling, spinning, ciclismo ...
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