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Disturbi
alimentari
Caratteristiche
tecniche delle principali malattie legate all'alimentazione
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A cura di Rita Sgnaolin
Quando
si parla di disturbi alimentari il pensiero corre subito
all’ANORESSIA NERVOSA, la forma più
eclatante e forse più conosciuta fra le malattie
legate all’alimentazione, ma purtroppo non la sola.
Esistono infatti altre patologie relative ai disturbi alimentari,
ugualmente importanti e rischiose per la salute dell’uomo,
vale a dire la BULIMIA NERVOSA e il c.d.
B.E.D. (Binge eating disorder o
disturbo dell’alimentazione incontrollata),
che nella maggior parte dei casi porta all’obesità
e che solo negli ultimi anni è stato effettivamente
incluso dalla Sanità nazionale fra le malattie dell’alimentazione.
Andiamo a vedere più da vicino i sintomi
che caratterizzano questi tipi malattie:
ANORESSIA NERVOSA che si
classifica con due sottotipi:
- Anoressia Nervosa con restrizione e
- Anoressia nervosa con condotte di eliminazione cioè
vomito autoindotto, uso improprio di lassativi e di diuretici,
o esercizio fisico eccessivo.
Le caratteristiche delle persone affette da tale malattie
sono:
SEVERA PERDITA DI PESO
Le persone affette da anoressia nervosa pesano di solito
meno dell’85% del loro peso naturale (laddove per
peso naturale deve intendersi non quello indicato nelle
tabelle standard, quanto piuttosto quel valore di peso che
si raggiunge alimentandosi senza ricorrere a diete retrittive,
senza andare incontro ad abbuffate o a mezzi di compenso
e praticando una moderata e salutare attivita fisica)
PAURA DI INGRASSARE
E’ errato pensare che una persona affetta da anoressia
nervosa non abbia fame: è la paura totale di ingrassare
che la porta a non mangiare o a mangiare solo quello che
ritiene in grado non apportare calorie in eccesso (cd. cibi
amici).
PREOCCUPAZIONE ESTREMA PER IL PESO E LE FORME CORPOREE
Quasi tutte le persone affette da essa hanno una distorsione
dell’immagine corporea, a causa della quale non riescono
a vedersi mai troppo magre, con la conseguenza che, per
la preoccupazione di non perdere il controllo sul cibo,
si costringono a non mangiare e a restringere.
AMENORREA
Si può parlare di amenorrea, ossia mancanza del ciclo
mestruale, quando saltano almeno tre dei cicli mestruali
consecutivi; si può parlare di amenorrea anche quando
le mestruazioni vengono procurate con l’assunzione
di medicinali (es. pillola anticoncezionale), senza i quali
cioè il ciclo naturale non avverrebbe.
Specchio dell’anoressia nervosa è
la BULIMIA NERVOSA, i cui sintomi principali
sono
LE ABBUFFATE RICORRENTI CON O SENZA
CONDOTTE DI ELIMINAZIONE
Per “abbuffata’’ intendiamo il consumo
di una gran quantità di cibo con la percezione di
perdita di controllo; per diagnosticare la B.N. si devono
avere minimo due abbuffate a settimana nell’arco di
tre mesi.
Le “abbuffate” avvengono quasi sempre di nascosto,
lontano dagli occhi di tutti in quanto vissute come una
perdita di controllo di cui vergognarsi, e si basano generalemente
su tutti quegli alimenti di cui ci si priva giornalmente
alla luce del sole (dolci, pane, formaggio, latte).
Alcune persone, dopo anni di malattia, riescono a “programmarsi”
l’abbuffata, mangiando sempre quell’alimento
che riesce a provocare il vomito, mentre altre fanno addirittura
la spesa, avendo cura di non farsi vedere mentre acquistano
gli alimenti proibiti (magari facendo la spesa fuori dalla
propria zona oppure rubando il cibo) e nascondendo il cibo
nell’armadio o sotto il letto
PAURA DI INGRASSARE
Le persone affette da essa sono sottopeso, normopeso o lievemente
in soprappeso; anche loro sono ossessionate dalla bilancia,
dal corpo e dalle forme corporee.
DISTORSIONE DELL’IMMAGINE
CORPOREA
Tutte le bulimiche hanno una percezione alterata del loro
aspetto fisico: come per l’anoressia, la coscienza
di sè è assolutista, per cui si vedono o magre
o (come nella maggior parte dei casi) grasse.
Esistono due sottotipi di BULIMIA NERVOSA:
Bulimia nervosa con condotte di eliminazione,
Bulimia nervosa senza condotte di eliminazione.
Come condotta di eliminazione il più frequente
è sicuramente il VOMITO AUTOINDOTTO, attraverso
il quale si cerca di eliminare nel più breve tempo
possibile le calorie ingerite (si consideri che durante
una “abbuffata” le calorie ingerite possono
essere da 2.000 a 10.000): eppure alcune ricerche effettuate
in merito hanno rivelato che il vomito elimina soltanto
la metà delle calorie, cosí da vanificare
paradossalmente la sua funzione principale.
Il vomito quindi non solo non aiuta ad eliminare
le calorie in eccesso, ma al contrario provoca edema
(gonfiore al viso, mani e caviglie), per cui il soggetto
bulimico avrà sempre un senso di gonfiore che, valutato
distortamente come grasso, lo induce a perseguire nella
malattia.
Inoltre il vomito autoindotto può portare a scompensi
elettrolitici, per via dell’eliminazione in eccesso
di liquidi, ulcere, gastriti, danni ai denti e alla pelle,
mentre, nei casi più gravi, l’”abbuffata”
può portare alla dilatazione dello stomaco, con lo
spaccamento di esso e rischio di morte.
Tutti questi sintomi sono reversibili in caso di guarigione,
tranne i danni allo smalto dei denti.
Nonostante questo, il vomito autoindotto è
il sintomo che più ostacola il processo di guarigione
della persona bulimica, in quanto si atteggia come una vera
e propria dipendenza che favorisce il cronicizzarsi della
malattia.
Ed infatti è stato in alcuni casi paragonato
al primo buco dell’eroina, un termine sicuramente
forte, ma quanto mai “azzeccato” se riferito
a chi vive questa situazione: la bulimia è
senz’altro assimilabile a malattie come l’alcolismo
o la tossicodipendenza, con l’unica piccola
differenza che, in termini di guarigione, sia l’alcolista
che il tossicodipendente devono e possono vivere senza alcool
e droga, mentre la persona bulimica non può, per
ovvie ragioni, smettere di mangiare.
L’USO IMPROPRIO DI LASSATIVI
E DI DIURETICI
Viene usato da quella minoranza di persone che non riesce
a provocarsi il vomito, mentre vengono associati spesso
da chi invece ne fa frequente ricorso.
Altri dopo un ”abbuffata” digiunano e fanno
esercizio fisico eccessivo per cercare di bruciare calorie
ingerite. Tutte queste condotte di eliminazione, come il
vomito, provocano una nuova abbuffata e non aiutano alla
guarigione anzi perseverano la malattia, provocando le stesse
conseguenze.
ESERCIZIO FISICO ECCESSIVO
Per esercizio fisico eccessivo si intende un’attività
fisica intensa, esclusivamente di tipo aerobico (bici, corsa,
movimenti compulsivi in casa, etc.), finalizzata solo ed
esclusivamente al consumo delle calorie: come la dieta ferrea
o il digiuno, esso finisce per influenzare la vita lavorativa
e di relazione dell’individuo, che trascura ogni cosa
pur di non saltare un allenamento.
Ultima, ma non per importanza, è il
cd. B.E.D. (Binge eating disorder) in termini
più semplici Disturbo dell’alimentazione
incontrollata, dove a differenza della bulimia
alle abbuffate non segue alcuna condotta di eliminazione.
Al contrario nella maggior parte dei casi proprio l’assenza
di rimedi, come ad esempio l’attività fisica,
porta tali soggetti a soffrire di obesità e conseguentemente
di malattie come il diabete, colesterolo alto, problemi
al cuore.
Le persone affette da questo disturbo si differenziano dai
soggetti bulimici per tre caratteristiche:
- la dieta ferrea non è applicata nè prima
nè dopo l’abbuffata;
- assenza di comportamenti di compenso (vomito autoindotto,
uso di lassativo o diuretici o esercizio fisico eccessivo);
- il valore positivo dato alla magrezza.
Molti studi hanno riportato che circa il 50% delle persone
affette da B.E.D. hanno nel passato storie di depressione,
dove la ricerca spasmodica di cibo rappresenta la sola gratificazione
a fronte di altre mancanze non colmate.
BIBLIOGRAFIA: “Alle
mie pazienti dico…” Dott. Riccardo Dalle Grave.
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