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Editoriale di novembre 2011
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di Marianna Mangone
E' di questi giorni la notizia che chi è bello guadagna di più e fà carriera più facilmente.
Non che la cosa mi stupisca particolarmente: in fondo siamo nella società dell'apparenza e da molti anni ci siamo giocoforza abituati all'idea che la bellezza è una marcia in più.
Tuttavia è interessante leggere i risultati della ricerca.
Secondo il Dott.
Daniel S. Hamermesh, professore di economia dell' universita' di Austin in Texas le persone belle, infatti, fanno piu' facilmente carriera: circa il 4% degli uomini e l'8% delle donne, che diventano addirittura 17 e il 12 per cento se si tratta di una bellezza, come dire, "sfolgorante". I maschi, poi, secondo Hamermesh, sono quelli piu' penalizzati: se sono poco avvenenti guadagnano circa il 13% in meno rispetto agli altri.
Beh, sono cifre non altissime, ma comunque significative
e condivise anche da altri studiosi.
Timothy Judge dell'Universita' della Florida ha confermato le teorie di Hamermesh sostenendo che la bellezza aiuta in ufficio, perche' aumenta l'autostima e catalizza l'attenzione degli altri. ''Chi e' bello guadagna di piu', indipendentemente da intelligenza e preparazione'' scrive il ricercatore sul Journal of Applied Physiology, dopo aver esaminato uomini e donne fra i 25 e i 75 anni e dimostrato come esser belli rappresenti realmente una marcia in piu', a ogni eta'.
Infine una recente ricerca americana commissionata da Procter&Gamble al dipartimento di Psicologia dell' Universita' di Harvard, ha analizzato l'importanza del make-up e il suo impatto verso il prossimo, stabilendo che le donne truccate sono 'percepite' come piu' competenti di quelle al naturale e persino se sfoggiano un make-up appariscente, hanno riscontrato un giudizio positivo.
Ecco, dopo anni a raccontarci che basta essere sè stesse, avere un cervello, saper parlare, scopriamo che non è vero nulla e che alla fine aveva ragione nostra nonna a dire che non bisogna mai uscire in disordine e senza un filo di trucco.
Anni a coprire le scollature, a mettere le ballerine e a raccontarci che quella gallina della scrivania accanto faceva carriera perchè se la intendeva col capo, e alla fine bastava solo fare un salto alla profumeria sotto casa e comprarsi un vestito nuovo.
Ecco ragazze, svegliamoci!
Basta con questa favola che l'abito non fa il monaco, e che la sostanza vince sulla forma; in realtà servono entrambe le cose.
Va bene il master in economia, le tre lingue che parliamo, l'ironia e la salacia delle nostre conversazioni, ma non dimentichiamo mai che alla fine siamo delle donne, non uomini con la gonna!
Andiamo in palestra, teniamoci in forma, curiamo il nostro fisico anche da un punto di vista estetico, che alla fine, in tempi di crisi come questa, tutto può tornare utile!
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